Le figurine dei santi, una collezione divina

I venditori ambulanti di icone indignati: «Ci fanno concorrenza»

Emanuele Conti

da Ravenna

In Romagna si sono messi a scherzare anche coi santi. Scherzi da prete: in una terra dove Mazzini viene venerato come e più di Ciampi e dove al referendum sulla procreazione assistita i «sì» hanno toccato punte del 62 per cento, la chiesa corre ai ripari e si inventa L'album dei santini. A Ravenna, cuore dell'ortodossia post (post?) comunista e sede di una mezza dozzina di logge massoniche, le gerarchie ecclesiatiche contano di recuperare fedeli con le figurine. Letto bene, figurine. Presente «ce l'ho, ce l'ho, manca»? Quella roba lì. Sarà perché nell'ex capitale dell'impero romano si sentono ancora bizantini, ma di colpo sono tornati alla venerazione delle icone. Riveduta e corretta: in edicola l'immaginetta di San Sebastiano devastato dalle frecce farà concorrenza al ciuffo di Ken il guerriero e ai pettorali di Totti. Con pochi spiccioli si potrà acquistare una bustina e magari anche la fede eterna. Utilissimi i doppioni: Santa Caterina, protettrice degli studenti, potrà essere appiccicata sul diario e sfregata a ogni compito in classe. A Ravenna, poi, si scatenerà la caccia a Sant'Apollinare, protettore della città: sarà una specie di Pizzaballa con aureola.
L'iniziativa - «unica nel suo genere a livello mondiale», assicura una nota - è della casa editrice Pubblicazioni, di Lugo di Romagna, sarà distribuita in tutte le edicole italiane dal 18 dicembre e ha avuto la benedizione dell'archidiocesi di Ravenna-Cervia e di Ersilio Tonini: considerata la familiarità del cardinale con Benedetto XVI, l'accusa di simonia dovrebbe essere evitata. Anzi: come non vedere nell'album dei santini l'attualizzazione del precetto evangelico «lasciate che i bambini vengano a me»? Nonostante la playstation e le altre diavolerie elettroniche, le figurine continuano ad affascinare i più piccoli. Insomma, se le vendite cominciano a decollare, Papa Ratzinger potrebbe anche aggiungere un nuovo paragrafo al suo compendio di catechismo della chiesa cattolica. Senza contare la curiosità dei più grandi: Walter Veltroni, se non è troppo impegnato a doppiare tacchini per la Disney, una simile occasione non se la lascia sfuggire. Magari, tra una figurina e l'altra, trova l'ispirazione per intitolare una nuova strada.
Tutti contenti, dunque? Sì e no. Qualche intoppo resta: come la mettiamo con i venditori ambulanti di santini? C'è un esercito di indigenti fuori dalle chiese che campa con il ricavato del commercio delle immagini. E se formassero un sindacato? Qualcuno, informato della novità, ha già cominciato a bofonchiare: «Questa è concorrenza sleale». I più svegli si stanno attrezzando per audaci blitz fuori dalle scuole elementari: «Ehi piccolo, ti va di scambiare San Giuseppe da Copertino con la Girella?». Poi ci sono frati, suore, sacerdoti, seminaristi. Comprensibile la loro curiosità, ma anche il loro imbarazzo. C'è da immaginarseli nella penombra di fronte all'edicola avvolti nella tonaca e con fare circospetto: «Mi dia Avvenire, l'Osservatore romano, Famiglia cristiana e... due pacchetti di figurine dei santi». «Come dice padre? Può alzare la voce?». E così sia.