Le figurine di Maradona in dialetto napoletano

Record di vendite per l’album «d’ò cchiuù granne jucatòre d’ò secolo»

Non è un album dei calciatori: è l’album del calciatore. Ed è già record di vendite. Il protagonista è unico: i riccioli neri, il piede, la «mano de Dios», icone inconfondibili del più grande giocatore del mondo di tutti i tempi. Sì, è lui, Diego Armando Maradona: come se il tempo non fosse mai passato, come se sedici anni non fossero mai trascorsi da quando fuggì da Napoli, la «Preziosi collection», ha deciso di dedicargli «a cullezzion ufficiale d’ò jucatore d’ò secolo int’a trecient figurell» (la collezione ufficiale del giocatore del secolo in trecento figurine), come è spiegato in dialetto rigorosamente napoletano sulla copertina dell’album.

«O cchiù granne, Maradona» (il più grande), è sentenziato ancora in copertina, dove è raffigurato Dieguito con una espressione non proprio felice, probabilmente dopo un gol sbagliato o una partita persa con la maglia dell’Argentina.

È lo stesso ex «pibe de oro» a presentare l’album, in dialetto partenopeo, con undici righe dedicate a tutti i tifosi, non solo quelli napoletani, che continuano ad amarlo e a idolatrarlo ininterrottamente da quando, nel luglio dell’84, fu depositato da un elicottero sul prato del San Paolo, popolato da settantamila tifosi azzurri. L’album della «Preziosi collection» - 48 pagine più la copertina - è in «lingua» napoletana mentre le figurine «parlano» italiano.

«Nu’ càvero abbraccie’ a tutt’e tifus’ italian e ’ncòppa a tutto a chi ' sempe jiut appresso ’o juoco mi e i gol mi», scrive Maradona. Poi, rivolgendosi ai tre milioni di tifosi azzurri sparsi nel mondo, grato, dice: «N’abbraccio speciale a tutt ’e guagliun’ ca m’ann’ canosciut pe’ via d’e storie d’e frat cchiù gruoss’, d’e pat’ e d’e prugramm’ tv ’ncopp ’o pallone» (Un abbraccio speciale a tutti i ragazzi che mi hanno conosciuto per via delle storie raccontate dai fratelli più grandi, dei padri e dei programmi tv sul pallone). «Ve voglio bbene» (vi voglio bene).

Dunque, quarantotto pagine, durante le quali viene attraversata l’intera carriera dell’ex «pibe de oro», dai primi calci a un pallone, i giorni dei trionfi con le sue maglie, l’Argentina, innanzitutto, il Barcellona, il Napoli, suo secondo grande amore, ma anche i problemi con la droga, fino al tramonto e il ritorno con il suo Boca Juniors.
Le prime immagini sono dedicate quando «a piccirill’ accummincia a jucà ’o pallone» (da bambino comincia a giocare a pallone) e, quando, a 16 anni, già indossa la maglia dell’Argentinos junior e a 17 (27 febbraio 1977) quella della nazionale argentina. Poi, i primi trionfi, a Tokio, quando con un gol su punizione e con la maglia dell’Argentina, batte l’Unione sovietica nella finale di coppa del mondo giovanile. Poi, l’immagine di Dieguito portato in trionfo dai tifosi del Boca Juniors, pochi minuti dopo avere vinto il campionato argentino (1981). Un anno dopo, Maradona sbarca in Europa, destinazione, Barcellona. Ma, quello è anche l’anno del mondiale, malamente perso dall’ex «pibe de oro», raffigurato mentre calcia il pallone durante la partita con il Brasile, persa, anzi «abbuscata». Poi, un paginone, il primo dell’album, dedicato all’arrivo dell’argentino a Napoli: 14 figurine che rappresentano il D-Day al San Paolo e le partite più significative di Diego con la maglia azzurra, del presidente Corrado Ferlaino.

Il Napoli e l’Argentina, l’Argentina e il Napoli: Maradona che «ride durante na’ partita degli azzurri», Maradona in azione «cu ’a nazionale argentina», i due grandi amori dell’ex fuoriclasse, rappresentano la parte più succosa dell’album. 29/6/86: «Maradona purtat in trionf dai tifus aropp a vittorio d’o mondiale». Dieci maggio ’87, nei vicoli popolari di Napoli, esplode la festa: il Napoli è campione d’Italia per la prima volta nella sua storia. I tifosi, grandi e piccoli, esibiscono foto giganti di Diego. Ma c’è anche spazio per i ricordi amari: «Maradona ’fa nu gol ’o Milan al San Paolo’ ma ’o Milan vencette 3 - 2». Il Milan vinse la partita 3 a 2. E lo scudetto.