In fila per la social card: «Ci cambia la vita»

Roma«Macché elemosina d’Egitto... Meglio 40 euro al mese in saccoccia che niente, no? Finalmente un Natale coi fiocchi». Gli occhi azzurro cielo di Umberto, 66 anni e una pensione da fame, oggi sono più chiari. Anche lui è in fila alla posta di via Nedo Nadi per mettersi in tasca il tesserino blu: «Lo vuoi vedere? Guarda, guarda... Sembra proprio un bancomat». Social card? Carta acquisti? Chiamatela come volete. Di fatto è un aiuto, un omaggio, un sostegno in più a chi non cambia le scarpe da un secolo e c’ha la giacca lisa come la sua esistenza: «Un tempo ero ricco sa? Avevo un’impresa edile poi però... A volte la vita ti gira le spalle e ti devi arrangiare». Umberto sorride e ringrazia, ringrazia, ringrazia. «Come faccio a tirare avanti con 408 euro di pensione al mese? Si fa, si fa. Alla mattina alle sette sono già in pista. Un lavoretto qua, uno di là e più o meno metto insieme il pranzo con la cena. Questo Natale, poi, Berlusconi mi ha proprio fatto un bel regalo. 120 euri... 120, capisce? Posso permettermi un po’ di pesce che non mangio da un secolo... O forse è meglio la carne... ».
Anna, 65 anni, 400 euro scarsi di minima, pure lei una vita di rinunce e di cinghia tirata, di queste cose ci capisce poco: «Ma come 120? Mi avevano detto 40... ». E valle a spiegare che è un credito per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. «Ma davvero? Ma allora, vabbè... Madonna santa, mi concedo anche un salto dal parrucchiere. Sa da quanto non ci vado?». La solidarietà, nel disagio, brilla che è un piacere per cui «comunque signore, dia retta a me, se deve prendere la roba buona, vada fino in piazza Vittorio, lì sì che conviene far la spesa».
Il sospiro di sollievo è una tessera blu da infilare nel portafogli semivuoto anche se parecchie cose non sono chiare. «Senta, ma se per caso uno non li spende tutti in un mese, non è che poi questi soldi spariscono?». Un altro va sul pratico: «Ma perché non ci danno una lista dei supermercati che accettano la carta?». Anna fa due conti e poi si illumina: «Le bollette! Ecco, ci pago le bollette! Gas, luce... Ma lo sa quanto scucio solo di telefono? Cinquanta euro ogni due mesi, un salasso!».
Armando, 89 anni, 530 euro di pensione, s’è messo pure la cravatta regimental per venire in posta. Lui non la ritira oggi la carta, è qui solo «per capire come si fa». In coro: fanno tutto all’Acli di Giulio Romano, proprio qui dietro. Sono gentilissimi e compilano loro il modulo Isee». Armando ha fatto per una vita il barista o, «come si diceva allora, l’asciuga tazze. Mica esistevano le lavastoviglie... ». Prende nota dei consigli e mentre fa il gesto con le mani come se avesse ancora lo strofinaccio tra le dita, una ragazza coi capelli nero corvo ritira la sua carta. «No, non è per nonna. È per me». Cristina, 22 anni, reddito zero: «Ma lo sa quanto costano i pannolini per la mia piccola Noemi?».