In fila per vedere le auto del futuro: un milione alla carica del Motor Show

Oggi a Bologna si apre il Salone internazionale: dai sedili in cachemire alla prima ammiraglia a idrogeno, tutte le novità per i prossimi anni

Piero Evangelisti

da Bologna

Si aprono stamattina i cancelli del Motor Show di Bologna, rassegna automobilistica che ha raggiunto la 31ª edizione potendo esibire un nuovo blasone, quello di «Salone Internazionale», riconosciutole con grave ritardo rispetto ai meriti acquisiti sul campo. «Bella Scoperta», recita, forse con una punta di ironia, il messaggio inviato con la campagna pubblicitaria dell'evento dove compare una scarmigliata Monna Lisa a bordo di una spider rossa. Oltre un milione e duecentomila (soltanto Tokyo e Francoforte, biennali, fra i saloni mondiali, si avvicinano a questi numeri) sono i visitatori attesi dal patron Alfredo Cazzola, e forse saranno di più, perché quest'anno, per la terza volta nella sua storia, il salone bolognese rimarrà aperto per 11 giorni (fino al 17 dicembre, dalle 8.30 alle 17, biglietto di ingresso a 24 euro), e sarà più accessibile sia in treno, con convogli speciali che approdano alla stazione interna, sia con l'auto grazie all'apertura anticipata di un nuovo casello autostradale, Bologna Fiera, inaugurato ieri mattina da una Lamborghini Gallardo della Polizia di Stato, che permette di parcheggiare l'auto non appena pagato il pedaggio.
L'etichetta «internazionale» non deve trarre in inganno, perché sembra quasi che il Motor Show voglia quest'anno riappropriarsi di quell'immagine di fantastico mix fra prodotti di serie e spettacolo che lo ha reso unico nel mondo e privo di imitazioni. Certo, le anteprime mondiali non mancano, a cominciare dalla Toyota Auris, pronta a rimpiazzare la venerabile Corolla, alla Ford C-Max, particolare interpretazione dell'auto monovolume, dalla Volkswagen CrossTouran alla Skoda Roomster Scout, fino ad un bolide come Lamborghini Murciélago Roadster, precedute, in una «grande soireé» in Piazza Maggiore, dalla imminente Smart «fortwo», la citycar per eccellenza che vedremo in strada ad aprile del 2007.
Girando fra gli stand, l'aria che si respira è quella dello «show»: ci sono massaggiatrici allo stand della Citroen, Miss Italia su quello Peugeot, generose ragazze in ogni padiglione, con la forte presenza dei costruttori cinesi. Tonnellate di carta di dépliant verranno distribuite, molte delle quali stupidamente gettate, decine di migliaia saranno i pin, quintali di piadina e wurstel, magari da abbinare a una «drive beer» analcolica (tanto per ridurre ipocritamente l'immissione di colesterolo) di cui è testimonial Fisichella, e poi gelati allo yogurt e accessori esclusivi venduti dalle boutique che molti premium brand hanno allestito di fianco all'esposizione dei modelli di serie. Con calma e raziocinio si possono comunque apprezzare i tanti risvolti del salone bolognese, a cominciare dalle innumerevoli possibilità di provare, anche se a fianco di un collaudatore (indispensabile per affrontare con il nuovissimo Freelander le «montagne russe» preparate da Land Rover), o direttamente alla guida, le tante nuove automobili in arrivo sul mercato. In prima fila il Gruppo Fiat, con tutti i suoi marchi, e modelli che fanno sognare, come la Alfa 8C, la Punto Rally Sport, la Lancia HPE e il laboratorio per la futura 500, senza dimenticare la Croma 2007 e l'ammiraglia Thesis Sport della centenaria Lancia.
Quasi 50mila sono state lo scorso anno le prove di guida riservate ai visitatori, molte di più dovrebbero essere quest'anno, perché le aree esterne sono arrivate a coprire circa 140mila metri quadrati (90mila quelli coperti destinati all'esposizione). Non mancherà il sound, fatto di decibel inaccettabili in qualsiasi condominio. Nel grande scrigno del Motor Show di Bologna sono come sempre racchiuse molte perle, basta cercarle. Prime fra tutte quella legata all'ecologia, area dove svetta la BMW Hydrogen 7, capolavoro che la Casa di Monaco ha deciso di portare a Bologna insieme a tutta la sua gamma premium di serie, quasi un'apripista verso il «verde», razionalmente rappresentato da aziende che sono in grado di trasformare veicoli ad alimentazione tradizionale in alimentazione a metano o GPL, senza limitazione di cilindrata, fino a oltre sei litri. Trascorrere una giornata al Motor Show resta comunque qualcosa di unico, accompagnati da radio e televisioni (da DeeJay a Play Radio, da Sky a FX) e da tabloid che vengono stampati e distribuiti ogni giorno per informare il visitatore.