Filarmonica, buon compleanno con Dudamel

Piera Anna Franini

Con Gustavo Dudamel, professione direttore d’orchestra, la critica si spacca in due, e a dire il vero a pesare sul piatto della bilancia sono i no. C’è chi lo incensa e chi lo brucia ricordando climi da caccia alle streghe. Gli uni gridano all’enfant prodige, gli altri ne parlano in termini di bluff, di equilibrio neanche l’ombra.
Se il pubblico si attenesse alle critiche sarebbe assai disorientato, ma poiché oramai più nessuno se ne cura, pare muoversi in totale autonomia galvanizzato, semmai, dal talento del giovinotto. E ancor più dalla sua storia: quella di un ragazzo ora venticinquenne, cresciuto nel lontano Venezuela, il più bel frutto del sistema musical-sociale di Antonio Abreu, conteso fra i teatri che contano, pupillo di Abbado, Barenboim e Rattle (un triumvirato che equivale a una botte di ferro) e con una avviata collaborazione con la più potente casa discografica, la Deutsche Grammophone.
Sarà il tempo a dimostrare chi aveva torto e chi ragione: al momento Dudamel sfrutta l’ondata di notorietà e non rinuncia a un solo invito in sintonia con questi nostri tempi estranei alla logica di attese e di rinunce momentanee. L’11 giugno ha debuttato alla Scala, poi è ritornato in ottobre con il Don Giovanni di Mozart e ora, anche se proprio a Milano ha raccolto stroncature clamorose, lo ritroviamo sul podio del Piermarini per inaugurare la stagione della Filarmonica della Scala.
L’appuntamento è per domani sera (ore 20), Terza Sinfonia di Gustav Mahler sui leggii. Tutt’uno con la Filarmonica ci saranno il Coro Filarmonico Femminile e il Coro di voci bianche della Scala preparati da Bruno Casoni, soprano Christianne Stotijn.
La partitura e la scelta del direttore sono strettamente legate a Claudio Abbado, che proprio venticinque anni fa fondava l’Orchestra Filarmonica della Scala facendola conoscere con la della Terza di Mahler, il soprano Lucia Valentini Terrani e cori preparati da Romano Gandolfi.
L’incontro Dudamel-Abbado risale al 1999, «a Caracas, durante una tournée di Claudio con la “Gustav Mahler”. Prima della prova del suo concerto venne ad ascoltare l’orchestra infantile del Venezuela, complesso che stavo dirigendo» ama raccontare Dudamel che poi, grazie al mentore d’eccezione, nel 2000 raggiunse la Philharmonie di Berlino con un’orchestra nel frattempo cresciuta.
Quanto sia cresciuta l’Orchestra Simón Bolívar lo si è visto in settembre, in occasione della tournée a quattro mani: quelle di Abbado e Dudamel. Quanto crescerà la Filarmonica scaligera sulla scorta di questo piano aziendale staremo a vedere. É ancora presto per agitarsi.
Filarmonica della Scala, domani ore 20, info 02-72023671, ingresso da 85 a 5 euro