La Filarmonica riparte con la bacchetta di Berenboim

Lunedì 5 concerto-incoronazione del maestro scaligero, ma in programma per il podio dell’orchestra anche Chailly e Gatti

Nell’immaginario collettivo, soprattutto estero, la Scala è il glorioso feudo dell’opera e del balletto, lo scrigno di storiche prime e quindi altrettante voci, direttori e registi. All’Orchestra Filarmonica, nel grembo scaligero da un quarto di secolo, va il compito di dimostrare che il Piermarini ha un valore aggiunto, ovvero un complesso pensato (da Claudio Abbado) per nutrire anche in proprio il filone della musica pura: quella svincolata da libretti e gestualità. Un’orchestra dunque in altalena fra buca e palcoscenico, fra ruoli coprotagonistici e primi piani. La zoommata assoluta corrisponde a una stagione sinfonica fatta d’undici appuntamenti, al via il 5 novembre, più la serie di concerti a corredo. Di ciò se n’è parlato ieri nel corso di una conferenza dove sono intervenuti il presidente Cesare Rimini, il direttore artistico Ernesto Schiavi e il sovrintendente Lissner, a fare gli onori di casa, a ricordare il suono scaligero della Filarmonica e ad assicurare che il teatro predisporrà quanto prima la tanto attesa camera acustica. Conferenza con avvio cinematografico, nel segno di sequenze di interviste e di concerti della passata stagione, ripresi in alta definizione da Musicom, per dire che il futuro non è solo immediata ma pure differita consumazione (cd, dvd). Clima adrenalinico, sull’onda della tournée con Riccardo Chailly in Canada e Usa conclusasi settimana scorsa con il sigillo di un invito a ritornare, il rito delle standing ovation e un carnet di recensioni anche di titolati critici d’Oltre Oceano. Sempre in tema di trasferte, già è pianificata la tournée di settembre con il direttore Myung-Whun Chung che riporterà la Filarmonica in Giappone, Corea, Taiwan e per la prima volta in Cina nell’anno cruciale delle Olimpiadi. Concerti ai BBC Proms di Londra, a Lubiana, Monaco, Lucca per l’inaugurazione del nuovo teatro di Torre del Lago. La stagione vera e propria si avvia lunedì 5 con il concerto-incoronazione del direttore e pianista Daniel Barenboim, un appuntamento wagneriano che unitamente all’inaugurazione – sempre con Barenboim - del cartellone operistico (il 7 dicembre) chiarisce la sostanza del titolo coniato apposta per lui, quello di Maestro scaligero. Nella stagione della Filarmonica tornano poi gli altri due direttori di riferimento, Riccardo Chailly e Daniele Gatti, quindi della famiglia allargata: Chung, Semyon Bychkov, Daniel Harding e Valery Gergiev che però si porta la sua orchestra, quella del Mariinsky di San Pietroburgo. Nella rosa dei giovani, Robin Tacciati, Gustavo Dudamel e Philippe Jordan. Bella vetrina di solisti, Vadim Repin, Leonidas Kavakos, Rudolf Buchbinder e i cantanti Sonia Ganassi e Matthias Goerne. Anche quest’anno la Filarmonica riserva uno spazio a un outsider, la scelta è caduta sul compositore Tan Dun (fra l’altro autore della colonna sonora La tigre e il dragone) di cui si seguirà un concerto grosso multimediale con Anssi Karttunen al violoncello.