La Filarmonica della Scala ricomincia dalla Francia

Sarà Georges Prêtre, con il «Pelléas et Mélisande» di Debussy, a inaugurare il 2 novembre un calendario scandito dai nomi di Chailly, Chung, Sawallisch, Gatti

Alberto Cantù

da Milano

Non si dimentica il passato. Ernesto Schiavi, direttore artistico della Filarmonica della Scala, parla di chi ha fondato l’orchestra nel 1982. Ricorda chi «l’ha costruita musicalmente e le ha dato visibilità nel mondo». Parla di «un rapporto mediatico di cui nessun’altra orchestra al mondo ha mai potuto godere: tutti i concerti trasmessi in tivù». I nomi, però - Claudio Abbado, Riccardo Muti, Fedele Confalonieri e Rete4 - non vengono fuori. Più esplicito è invece Francesco Micheli, presidente del Conservatorio di Milano e di un famoso concorso pianistico come pure «papabile» fra i nuovi consiglieri della Filarmonica, ai voti il 3 novembre. «Non si possono dimenticare certe eccellenze che rispondono al nome di Riccardo Muti». E dalla sala si leva un applauso.
Ma il passato è passato e, come nel bel romanzo di Alba De Céspedes, Nessuno torna indietro. Dopo le dimissioni di Confalonieri, nuovo presidente «per acclamazione generale» è Cesare Rimini, che da gran melomane «rappresenta solo l’orchestra» e da famoso divorzista è in grado di dirimere incomprensioni e screzi. La Filarmonica, così, con la benedizione del sovrintendente scaligero Lissner, va avanti e offre una bella e ricca stagione totalizzando il numero più alto di abbonati della sua storia: 1120.
Ricorda Schiavi come tutta la stagione sia «in memoria di Carlo Maria Giulini che dal 1982 al 1994 diresse con noi 92 concerti per l’Europa». Ed ecco colui che fu una «scoperta» di Giulini, Myung-Whun Chung - «è meglio che lei diriga anziché suonare il pianoforte», gli disse il maestro di Barletta - proporre due titoli carissimi al compianto direttore: Pastorale di Beethoven e Quarta di Brahms che La7 trasmetterà, con pochi giorni di differita, assieme al concerto inaugurale del 21 novembre.
Apertura, dice ancora Schiavi, «con un grande vecchio - 82 anni - così giovane come Georges Prêtre con cui stiamo facendo il Pelléas di Debussy (prima, il 2 novembre) e di cui la Filarmonica ha appena pubblicato in dvd il concerto per gli ottant’anni del maestro». D’ora in poi sarà la Filarmonica ad autoprodurre, con la casa Musicom, i prodotti tv in alta definizione mantenendone i diritti, a venderli e farne dvd. Prêtre dirige una Sinfonia giovanile di Bizet e la Prima e ancora romantica Sinfonia di Mahler.
Altri appuntamenti sono con Semyon Bychkov e il primo violino Francesco De Angelis (Concerto di Glazunov, Settima sinfonia «Leningrado» di Shostakovic), Dmitrij Kitajenko e il violinista Leonidas Kavakos (Concerto di Sibelius e Quinta sinfonia di Ciaikovskij), il filologico Frans Brüggen nella Sinfonie n.39, 40 e 41 di Mozart), Daniele Gatti (Incantesimo del Venerdì Santo di Wagner e Nona sinfonia di Mahler), i giovani talenti Robert Ticciati (Pulcinella di Stravinskij, Quarta sinfonia di Ciaikovskij) e Gustavo Dudamel col pianista Leif Ove Andsnes (Passacaglia di Webern, Concerto KV 453 di Mozart e Quinta sinfonia di Mahler: quella con cui Dudamel vinse nel 2004 il «Concorso Mahler»). Ancora. Riccardo Chailly (due prime di Henze e La sagra della primavera di Stravinskij) e, salute permettendo, Wolfgang Sawallisch (Sinfonia «Praga» di Mozart e Settima di Beethoven).
Prevista anche un tournée europea in settembre con Chung e una in Gran Bretagna a ottobre con Chailly che a Bergamo dirigerà anche un concerto in memoria di Gianandrea Gavazzeni.