Via a filiera nautica lombarda

Il progetto del ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con Regione
Lombardia, Direzione Artigianato-Servizi e Kpmg, ha coinvolto circa 50 aziende

L’applicazione dei principi della «Responsabilità Sociale d’Impresa» (Rsi) nelle aziende artigiane e Pmi del settore nautico: è questo il tema del convegno che si è svolto giovedì scorso a Milano nella sede della Regione Lombardia. Nel corso del seminario sono stati presentati i risultati del progetto messo a punto dal ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con Regione Lombardia, Direzione Artigianato e Servizi e Kpmg (la società specializzata in certificazioni) e che ha visto l’adesione di una cinquantina di aziende della filiera nautica lombarda nella realizzazione di un percorso di Rsi basato sulle linee guida Ocse.

Sono intervenuti il direttore generale di Artigianato e Servizi, Francesca Borgato; Maria Ludovica Agrò per il ministero dello Sviluppo economico; Antonio Candotti e Lucia Silva di Kpmg. Comè noto, la Regione Lombardia aveva sottoscritto un protocollo d’intesa per condurre una sperimentazione specifica, una sorta di consulenza alle imprese, esaminate poi singolarmente, nel tentativo di evidenziarne i punti di forza ma anche di debolezza. E in particolare: definire una base valoriale comune, favorire una maggiore trasparenza tra le imprese, valorizzare il capitale intangibile (umano, relazionale, strutturale), favorire sinergie strutturali e operative (centri di ricerca comuni e centrali d’acquisto).

L’obiettivo principale del progetto è promuovere e diffondere i temi Rsi per favorire l’acquisizione di una nuova cultura d’impresa volta a coniugare gli obiettivi di competitività con i temi dello sviluppo sostenibile, con particolare riferimento alle imprese della filiera nautica. La fase conclusiva del riassume un percorso iniziato con la compilazione di un questionario, proseguito con interviste in azienda e conclusosi con l’elaborazione di un report.

Complessivamente l’analisi ha evidenziato un positivo approccio delle imprese, sebbene non sempre strutturato e consapevole, alcune delle quali hanno fatto progressi significativi in questa direzione. Tuttavia «all’interno delle aziende non vi è una piena consapevolezza del valore aggiunto che può derivare da una gestione responsabile, se percepita e realizzata come sistema di gestione». In definitiva, ne viene fuori un quadro di Pmi non integrate nei processi strategici, con limitata visibilità all’esterno e scarsamente attente agli aspetti di comunicazione interna.
AR