Filippine, via al blitz per liberare Vagni: scontri

Il 62enne operatore della Croce rossa è l'ultimo ostaggio nelle mani dei ribelli di Abu Sayyaf: a causa di ernia e ipertensione non riesce più a muoversi. Decisa l'azione di forza da parte del governatore della regione. Scontri tra esercito e 30-50 guerriglieri di Abu Sayyaf

Manila - Sta male Emilio Vagni. A causa di un'ernia non riesce più a camminare l'ultimo ostaggio della Croce rossa ancora nelle mani dei ribelli di Abu Sayyaf sull'isola di Jolo, nelle Filippine. È in corso  l’offensiva contro i militanti islamici che lo tengono in ostaggio: la polizia si sta scontrando con 30-50 uomini armati del gruppo Abu Sayyaf nel territorio di Talipao sull’isola di Jolo. Vagni è l’ultimo di tre dipendenti dellla Croce rossa rapiti sull’isola di Jolo, nel sud delle Filippine, ancora in mano ai ribelli islamici. Il 18 aprile è stato tratto in salvo l’altro operatore della Croce Rossa internazionale, lo svizzero Andreas Notter, 38 anni. Il terzo ostaggio, la filippina Mary Jean Lacaba è stata liberata il 2 aprile.

L'ordine Oggi il governatore della provincia di Sulu, Abdusakur Tan, ha ordinato a oltre mille soldati e poliziotti di intervenire per liberare l'italiano, operatore della Croce rossa internazionale rapito il 15 gennaio scorso da ribelli islamici. Lo riferisce la tv filippina Gma News. Il governatore ha spiegato di aver preso la decisione di intervenire a causa del peggioramento delle condizioni di salute di Vagni, che soffre di ernia e ipertensione. Stamattina il portavoce dell’esercito filippino Edgar Arevaldo ha riferito che Vagni, 62 anni, "non riesce più a camminare a causa dell’ernia".

La Farnesina segue le operazioni La Farnesina è in stretto contatto con le autorità filippine per giungere a una "positiva soluzione" della vicenda di Vagni. Proprio stamani l’esercito filippino ha reso noto che Vagni, che soffre da tempo di un’ernia, non sarebbe più in grado di camminare. "Abbiamo aggiornamenti continui tramite il nostro ambasciatore - ha detto il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari -, ma su questa vicenda continuiamo a mantenere la linea del riserbo". Contrario al blitz Frattini: "La linea dell’Italia è rimasta la stessa". Così il ministro degli esteri ha risposto a una domanda sulla decisione del governo filippino di autorizzare un blitz per liberare Eugenio Vagni.

La famiglia "Non abbiamo notizie né positive né negative esattamente come ieri e come due giorni fa. È un momento di transizione e non ci resta che aspettare". Lo afferma il fratello di Eugenio Vagni, Francesco, da Montevarchi dove la famiglia dell’operatore internazionale della Croce Rossa rapito nelle Filippine sta attendendo informazioni sulla sorte del congiunto. "Non abbiamo notizie, solo quelle che si leggono su televideo" ha aggiunto.