Filippine, Vagni è vivo e telefona alla moglie Nuovo appello: liberatelo

L'operatore della Croce Rossa rapito dai guerriglieri islamici lo scorso 16 aprile, ha telefonato in Italia. "E' stanco e sofferente". Nuovo appello ai rapitori, legati al gruppo islamico Abu Sayyaf,
affinché lo liberino "sano e salvo, immediatamente e senza condizioni"

Roma - Eugenio Vagni, l'operatore della Croce Rossa internazionale rapito il 15 gennaio scorso nelle Filippine, è vivo e ieri sera ha telefonato alla famiglia in Italia. Lo riferisce il Comitato della Croce rossa internazionale (Cicr) al sito online della tv filippina Gmanews.

"Vagni è stato in grado di telefonare alla sua famiglia. Ed é l'unica notizia ricevuta da lui stesso dallo scorso 16 aprile, quando è stato visto per l'ultima volta dal suo collega Andreas Notter, che è poi stato liberato. Restiamo comunque molto preoccupati per Eugenio", ha detto Alain Aeschlimann, capo delle operazione della Cicr nell'est e sudest asiatico e nel Pacifico.

Aeschlimann ha ribadito che l'incolumità di Vagni (62 anni di Montevarchi, in provincia di Arezzo) resta prioritaria e ha lanciato un nuovo appello ai rapitori, legati al gruppo islamico Abu Sayyaf, affinché lo liberino "sano e salvo, immediatamente e senza condizioni". "I nostri pensieri vanno alla famiglia e agli amici di Eugenio", ha aggiunto il dirigente della Cicr. "Siamo in constante contatto con le autorità filippine e italiane che stanno seguendo gli sviluppi molto da vicino. Tutti gli sforzi sinceri per trovare una soluzione alla crisi sono apprezzati", ha detto ancora senza fornire ulteriori dettagli per non compromettere tali sforzi. Aeschlimann ha infine insistito sul fatto che la Croce rossa non abbia mai ricevuto una richiesta di riscatto, ribadendo che la Cicr non paga mai quando il suo personale viene rapito.

"E' stanco e soffre" "Ha detto di essere stanco, affaticato. E' sempre piu sofferente per un'ernia. Si augura una rapida soluzione". E' quanto riferisce il consigliere regionale toscano, Enzo Brogi, in merito alla telefonata fatta ieri ai familiari da Eugenio Vagni. La chiamata, spiega Brogi, è stata fatta alla moglie Kwan, nell'abitazione di Montevarchi dove la donna vive dal giorno del sequestro insieme alla figlia. Brogi, che sta seguendo la vicenda da tempo ed è vicino alla famiglia Vagni, spiega che la telefonata ha provocato "grande contentezza perché negli ultimi giorni i parenti temevano il peggio. Ieri è stata una giornata di sole, hanno avuto la prova che è vivo".