Filippo Benizi

I genitori erano nobili fiorentini (Benizi e Frescobaldi) ed ebbero Filippo dopo anni di suppliche al Padreterno. Lo mandarono a studiare medicina a Parigi e a Padova. Era medico a Firenze quando, nella chiesa di Fiesole, un crocifisso gli disse di andare sulla collina. Durante la messa, la Madonna ripetè l’invito. Filippo volle vederci chiaro e si recò sul vicino colle di Monte Senario, dove stavano i Servi di Maria (da poco fondati). Lo accolse uno dei sette fondatori, s. Buonfiglio Monaldi, come giardiniere tuttofare. Nel 1258 fu mandato nel convento di Siena. Qui si accorsero di avere a che fare con un uomo colto e convinsero il padre generale a ordinarlo sacerdote. Malgrado le sue umiltà e ritrosia, nel 1267 venne eletto superiore generale dell’intero ordine. Subito si mise in viaggio per pacificare guelfi e ghibellini nel Nord, poi si fermò ad Arezzo, dove moltiplicò miracolosamente il cibo per i poverissimi confratelli locali. Quando morì il papa Clemente IV gli toccò nascondersi nei pressi di Radicofani, perché volevano eleggere lui. Per maggior sicurezza si portò in visita ai conventi serviti di Germania e Francia. Nel 1274, al concilio di Lione, stupì tutti esprimendosi disinvoltamente in varie lingue. Il nuovo papa Niccolò III si servì della sua mediazione in parecchie occasioni (sempre per guelfi e ghibellini). Fu il Benizi a fondare il ramo femminile del suo ordine e a mandare i primi missionari nel Paese dei tartari (che li uccisero). Nel 1285, sentendo vicina la fine, fece visita all’appena eletto Onorio IV, poi salutò i suoi a Firenze e andò a morire a Todi.
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