Filippo La Porta, il critico letterario che vuole eliminare la letteratura

Fenomenale il critico letterario Filippo La Porta. Prima ha teorizzato sul «Corriere della Sera» l’inutilità di leggere per intero un libro perché in un testo non conta «lo sviluppo della trama, ma il sapore, la “temperatura speciale”». Per cui, ad esempio, Bolaño l’ha iniziato, gli è piaciuto moltissimo ma non l’ha finito. Ora teorizza, sul «Sole 24 Ore», che i libri di narrativa sono troppi e troppo brutti.Quindi La letteratura non c’è, e i veri scrittori sono i critici. Rimasti però senza letteratura. Roba da lasciare a metà l’articolo.