Fill discesa d’argento non si accontenta: «A Wengen sarà oro»

A Bormio solo Walchhofer precede l’azzurro, splendido nel finale A Semmering vince la svedese Borssen, quinta la Costazza

«Stavolta ci ho creduto per davvero. Ma non importa, sarà per la prossima, sarà per Wengen, vincerò lì!». Peter Fill non si nasconde più e tre ore dopo il fantastico secondo posto nella discesa di Bormio ha ancora tanta voglia di parlare, di raccontare le sue sensazioni. A caldo, nel parterre della Stelvio, dopo aver sfiorato la prima vittoria in coppa del mondo della sua carriera, non si era sbilanciato, e con la sua divertente parlata a scatti, aveva buttato lì un «vorrei vincere in gigante» che era più che altro un modo per mantenere un basso profilo.
Ma a freddo, dopo aver ripensato alla sua fantastica discesa, a quegli ultimi venti secondi in cui ha pennellato le curve volando più veloce di tutti, deve essersi definitivamente convinto che è giunta l’ora per salire l’ultimo gradino del podio. «Adesso vado a casa a riposare sì, ma soprattutto a festeggiare, niente sci fino al 2, poi si riprende a Domobianca prima di Adelboden e Wengen, posti fantastici, piste stupende dove sono sempre andato bene, e dove adesso voglio andare a vincere. Ci vuole fortuna per vincere, certo ce ne vuole anche per arrivare secondi, ma adesso so di potercela fare, mi sento pronto».
La seconda discesa di Bormio è stata se possibile ancora più bella della prima. A vincerla, per una doppietta che non era mai riuscita a nessuno, è stato Michael Walchhofer che in due giorni è passato dall’inferno della crisi al paradiso del trionfo, per una fine d’anno che più felice non si può, con le sue due bimbe nel suo hotel superlusso ai piedi delle piste di Altenmarkt, vicino a Salisburgo.
Sul podio, vicino a questo gigante di quasi due metri, Peter Fill con i suoi 175 centimetri faceva tenerezza: «Anche a lui facevo ridere, ma ormai ci è abituato, giovedì ha battuto Cuche e Scheiber, stavolta me e ancora Scheiber, dei nani vicino a lui!».
Dei «nani» che in pista sanno però farsi valere alla grande, visto che Mario, 23 anni e già una bella sfilza di infortuni che ne hanno frenato la crescita, ha fatto meglio di tutti fino a quasi metà gara: nella velocità è lui il futuro dell’Austria. E visto che Fill ha rifilato al vincitore ben 45/100 nel tratto finale: «È stato un miracolo, perché non avevo più forza, in questi giorni sono anche un po’ malato e mi sento stanchissimo, ma giovedì sera mi sono guardato a lungo il video e Massimo Carca (uno dei tecnici del superteam azzurro, ndr) mi ha dato consigli preziosi sulla linea migliore da tenere nelle ultime porte, dove si può fare la differenza». Fill l’ha fatta, mettendosi dietro campioni come Miller, Cuche, Svindal e Buechel, i più forti discesisti in circolazione.
Grandi emozioni ieri anche a Semmering, dove Chiara Costazza è stata ottima quinta e dove Marlies Schild ha perso la sua imbattibilità in slalom sbagliando a poche porte dal traguardo e dalle migliaia di tifosi che aspettavano solo lei. Un silenzio di tomba ha così accolto la prima vittoria in carriera della svedese Therese Borssen davanti a due austriache, Kathrin Zettel e la stessa Schild, che nonostante l’ennesima dimostrazione di superiorità (al momento dell’errore aveva un secondo e mezzo di vantaggio) ha inondato il terzo posto di lacrime.