Fill domani già in pista: «E se fosse mondiale la mia prima vittoria?»

«Tutti mi chiedono quando mi decido a vincere, sarebbe il massimo se capitasse ad Åre» Si comincia con il SuperG maschile

Peter Fill ha cominciato ieri la sua avventura mondiale con il volo delle 12.40 Malpensa-Stoccolma. Domani sarà in pista per il superG, la prima delle sue fatiche, che dalle tre previste potrebbero diventare cinque, visto che Davide Simoncelli non ce l’ha fatta a recuperare dall’infortunio subito in allenamento e la riserva per lo slalom Patrick Thaler dimostrasse di non meritare il posto.
In Svezia con quale obiettivo?
«Quello di regalare una medaglia all'Italia. La gara su cui punto di più è la discesa, ma ci proverò anche in superG e combinata. Io ho fatto tutto quello che dovevo e potevo, ora sarà la pista a decidere».
Quella di Åre le piace?
«Molto e mi porta bene, perché l'anno scorso mi ha fatto salire sul podio in discesa, per la prima volta nella vita. Non è molto ripida, ma è impegnativa, con molti dossi, insomma è tutt'altro che facile».
Quattro podi nella stagione, manca ancora la vittoria.
«Tutti mi dicono devi vincere, puoi vincere, quando vinci, perché non vinci... Evidentemente non ho ancora capito come si fa, quando un giorno capiterà allora magari imparerò e lo farò più spesso!».
Ma non crede che per vincere ci voglia anche un pizzico di fortuna?
«Ne sono convinto, come tutti quelli che fanno sport agonistico. Mi accontento di sapere che posso farlo e che se un giorno succederà sarà perché me lo sono meritato, non certo per un caso».
E se capitasse proprio ai mondiali?
«Sarebbe il massimo! E guai a chi dicesse “che fortuna, ha vinto la prima gara proprio ai mondiali”. È da mesi che sono fra i primi, sono terzo sia in coppa del mondo di discesa che di superG e quinto nella classifica assoluta... Se vincerò non ruberò nulla a nessuno. Ma ribadisco: tornare a casa con una medaglia mi renderebbe già molto felice».
Lei ripete spesso che si accontenterebbe di finire la stagione sano e salvo. Le capita spesso di aver paura?
«Bisogna avere paura, non per niente in allenamento non vado mai al massimo e scio con un atteggiamento più tranquillo. In gara però è il contrario, più vai deciso e meno rischi di cadere e di sbagliare. E almeno lì vale la pena!».
Il momento più emozionante della sua stagione?
«La seconda discesa di Bormio, sono arrivato in fondo ed ero in testa, poi è arrivato Walchhofer e mi ha battuto, ma in quei minuti ho visto e sentito il pubblico che si esaltava per me. La passione e l'affetto della gente sono forti, andare bene in Italia è bellissimo, spero di riuscirci ancora».
Ad Åre verranno i suoi tifosi dall'Italia?
«Purtroppo no, era già tutto organizzato, ma poi ci sono stati problemi. Però mi hanno detto che nel mio paese, Castelrotto, nei giorni delle mie gare metteranno un grande schermo in piazza e mi seguiranno tutti assieme».
A inizio stagione, fra i quattro atleti del super team italiano era l'unico a non aver mai vinto, era insomma il numero 4, ora è il numero 1...
«Ma continuo ad essere l'unico a non aver mai vinto! Mi spiace solo che gli altri, Blardone a parte, abbiano avuto parecchia sfortuna. Giorgio Rocca ha problemi al ginocchio da novembre, Davide Simoncelli si è rotto una mano in estate e adesso anche lui si è fatto male al ginocchio. Io per fortuna sono sempre stato bene».
Cosa si è portato dietro per i momenti di tempo libero? Ad Åre non ci sono grandi possibilità di svago e sarete alloggiati in appartamenti ai piedi della pista...
«Ho comprato un libretto di Sudoku. Poi ho il mio pc, per tenere aggiornato il sito e chattare con gli amici. Ma spero di non avere tanto tempo libero, spero di aver un sacco di impegni di rappresentanza, vorrebbe dire che sto andando forte».