Film anti-Islam, l’Iran minaccia l’Europa

"È una vendetta dell’Occidente, ne pagheranno le conseguenze". Onu e Ue condannano la diffusione del video, il sito lo cancella. Il deputato olandese autore del filmato minacciato dagli islamici

L’Aia - Il giorno dopo la tensione resta altissima. Giovedì sera «Fitna», il controverso cortometraggio su Islam e Corano del deputato olandese Geert Wilders, è stato messo su Internet: in una notte i visitatori al sito sono stati 3 milioni. Il coro di condanne da parte della comunità internazionale, dall’Unione Europea all’Onu, è unanime, la reazione di alcuni Paesi islamici durissima, ma per il momento non ci sono state le temute reazioni violente. Forse anche grazie al fatto che il sito in questione, la piattaforma britannica LiveLeak.com, ha deciso in serata di rimuovere il film in seguito a «minacce molto gravi» ricevute dallo staff.

Proprio in Rete, le foto del deputato olandese di estrema destra Geert Wilders stanno facendo il giro dei forum islamici vicini ad al Qaida: «L’olandese nemico di Allah ha fatto quanto aveva minacciato di fare e ha diffuso il suo film», si legge. Il messaggio è seguito da decine di post in cui si invitano i musulmani olandesi ad agire contro il deputato del Partito della Libertà.

La reazione ufficiale più minacciosa arriva invece dall’Iran, che ha bollato l’iniziativa come la «vendetta» di ambienti occidentali contro la religione musulmana. «Questa iniziativa ripugnante condotta da un deputato olandese e avallata da un sito britannico, dimostra il perseguimento di una vendetta da parte di alcuni cittadini occidentali contro l’Islam e i musulmani» ha dichiarato il portavoce del ministero degli Affari esteri. Il portavoce ha messo in guardia contro le potenziali «conseguenze» della sua diffusione e ha richiamato il governo olandese, britannico e l’Unione europea a «agire per fermare la diffusione del film». Alcuni giornalisti ed editori giordani hanno deciso di avviare azioni legali contro Wilders e di iniziare una campagna per spingere al boicottaggio di tutti i prodotti olandesi. Il Pakistan ha convocato l’ambasciatore olandese, mentre aspre sono state le critiche anche in Indonesia.

Quanto all’Olanda, il primo ministro, Jan Peter Balkenende, in una conferenza stampa ha preso le distanze: «È un atto violento che non condividiamo. Stiamo cercando gli estremi per denunciarlo». Il ministro degli Esteri del Belgio ha invitato i suoi cittadini residenti o in viaggio in paesi musulmani ad essere prudenti. Da parte sua, la polizia tedesca ha dichiarato di temere possibili reazioni violente.

Il filmato inizia con l'immagine della famosa vignetta danese che ritrae Maometto con una bomba nel suo turbante, già due anni fa fonte di violente proteste nel mondo islamico. Questa volta la bomba scoppia alla fine del cortometraggio, che è un susseguirsi di scene preannunciate da versetti del Corano e definisce la religione islamica «nemica della libertà» e il libro sacro musulmano un testo fascista. In una scena ad una bimba chiedono l'età: risponde sorridendo che ha 3 anni e mezzo. Poi le domandano se sa chi sono gli ebrei. Allora si fa seria e, sgranando gli occhioni, esclama: «scimmie e maiali!». Su un cartello si legge: «la libertà porta all'inferno», mentre abbondano le scene di stragi e massacri. Quanto alla reazione di Wilders, ha respinto qualsiasi responsabilità di fronte a eventuali rappresaglie: «Spero che ciò non accada, ma se anche dovesse accadere, le responsabilità saranno di coloro che avranno commesso questi atti». Alla fine del film, Wilders si rivolge ai musulmani moderati: appare una pagina del Corano e si vede una mano che si avvicina come per staccarla, mentre si sente il rumore di uno strappo. Poi una scritta: «il rumore che avete sentito era quello della pagina di una guida telefonica. Perché non sono io che devo stracciare il vostro Corano. Tocca a voi!».