Il film che ha stregato la Francia

da Milano

Il suo viso è sempre bello, anche se qualche rughetta tradisce i 46 anni. Sheryl Crow è una figlia del Missouri, dell’America di provincia che fa sentire la sua voce attraverso un riflessivo folk rock (sempre più rock che folk) e che con la qualità e un pizzico di protesta vende vagonate di dischi (quasi 20 milioni dal 1993) e guadagna premi a palate (9 Grammy Awards). Lasciatasi alle spalle la storia col campione-ciclista Lance Armstrong, Sheryl ha adottato un bimbo (che oggi ha più o meno un anno) che non abbandona mai, soprattutto in tournée. Quindi lo porterà con sé domenica all’apertura del Summer Festival di Lucca, e lunedì al Just Like a Woman Festival di Savona, uniche due tappe del tour italiano, dove presenta il nuovo cd Detours.
Un bambino cambia la vita di una ribelle del rock?
«Certo, oggi sono più serena, rilassata ma al tempo stesso prendo le cose molto più sul serio. Wyatt mi ha trasformato in mamma rock and roll».
I fan possono stare tranquilli?
«Sì, sono rockeggiante e piena di energia come mai, ve ne accorgerete. La settimana scorsa ho suonato a Londra con Mick Jagger e John Mayer, è stato uno show di pura adrenalina».
Con chi le piacerebbe suonare dal vivo?
«Clapton e i Rolling Stones sono eccezionali. Farei qualcosa con Emmylou Harris».
Lei è stata anche corista per Michael Jackson.
«Il suo non era il mio genere di musica ma in certi momenti era davvero eccitante».
Lei è un simbolo per i o le quarantenni non omologati.
«Cerco di raccontare emozioni sincere, lontane dagli stereotipi da telefilm televisivo che oggi vanno tanto di moda. Pensare con la propria testa sembra un delitto».
Nel suo album c’è un pezzo in arabo in duo con Ahmed Al Hirmi.
«Vuol essere un inno alla pacificazione e alla fratellanza... Si fanno le guerre in nome di Dio distinguendo i buoni e i cattivi, i fedeli e gli infedeli, mentre io penso che Dio sia amore universale. Questo è il senso del brano».
Ma la musica può cambiare le cose?
«È una voce potente che porta in giro per il mondo i messaggi. Io sono preoccupata per la pace, per il costo del petrolio, per l’inquinamento, per l’odio, e questo si trasmette agli altri attraverso il rock. Questo è il lato più nobile di questo lavoro».
Come mamma rock dopo il tour si fermerà un po’?
«Non ci penso nemmeno. Sto preparando un disco natalizio e a primavera un album di nuove canzoni».