Film da degustare lentamente Un ciak sui piaceri della gola

Cibo e cinema sono uniti, da sempre, in una sorta di matrimonio indissolubile. Uno alimenta l’altro, rigenerandosi reciprocamente in questo connubio che ha regalato agli spettatori alcuni dei momenti artisticamente più belli ed elevati nella storia del grande schermo. Milano si appresta, per la quarta volta, a festeggiare questa relazione attraverso la rassegna MilanoCinemaSlow, promossa da Provincia, Cineteca Italiana e Slow Food Lombardia. Fino al 15 dicembre, l’iniziativa sarà ospitata in diverse sedi: Spazio Oberdan, Museo del Cinema «Gianni Comencini» e Area Metropolis 2.0 di Paderno Dugnano saranno i luoghi deputati per vedere, gustare e riflettere sul cibo. In particolare, il filo conduttore dei numerosi appuntamenti in scaletta sarà «Le radici, la terra, le tradizioni» per discutere della lotta quotidiana che l’uomo, da sempre, ingaggia con la Natura per produrre ciò che gli serve per sopravvivere. Per farlo, saranno proposti ai milanesi film, documentari, corti ma anche degustazioni, mostre, incontri letterari, momenti musicali; tutti legati da un amore non superficiale per il «mangiarbere». I lungometraggi, in particolare, non sono tra i più conosciuti dal grande pubblico; anzi, per la maggior parte, trattasi di opere che non hanno avuto il piacere di entrare nelle varie «top ten». E questo, detto per inciso, non è un male visto quello che transita nei posti cosiddetti nobili. Anzi, avrete il modo di recuperare dei gioiellini come «Waitress - ricette d’amore» (il 7/12), film «maledetto» diretto ed interpretato da quella Adrienne Shelly uccisa, due anni orsono, prima di sapere che questa sua opera era stata inserita nel Sundance Festival. Così come merita di essere visto è quel «Fast Food Nation» (domani) che rappresenta il secondo duro attacco (dopo Super Size Me) dell’industria cinematografica ai fast food. Tra gli altri appuntamenti, segnatevi sul calendario «Giardini in autunno» di Otar Ioseliani (il 7), «Kitchen Stories» di Bent Hamer (l’11) e l’ottimo «Sonetàula» di Salvatore Mereu (il 14). Non solo: tra i documentari ci permettiamo di segnalare «Il salinario di Cervia, custode dell’oro bianco» (l’11), che rende onore ad uno dei mestieri più antichi della Romagna. Numerose le degustazioni, come quella dell’11 a base di Sushi o quella del 14 che prevede merenda e gelato biodinamico per bambini.