Il «Film Festival» di Busto Arsizio premia Antonioni

Francesco Alberoni presiede la giuria composta da premi Oscar

Patrizia Rappazzo

Una giuria presieduta da Francesco Alberoni e composta esclusivamente da premi Oscar: il compositore Luis Bacalov, la montatrice Gabriella Cristiani, gli scenografi Gianni Quaranta e Osvaldo Desideri, il papà di E.T., Carlo Rambaldi. Ma anche Claudia Cardinale e Vittorio Storaro, Violante Placido e Amanda Sandrelli e il grande Michelangelo Antonioni, ospite d'onore del Baff.
Questi i nomi di punta del Busto Arsizio Film Festival, presieduto da Gabriele Tosi e diretto da Vittorio Giacci, arrivato quest'anno alla sua quarta edizione e da sempre all'insegna del cinema italiano di qualità che fatica a trovare una distribuzione nelle sale. Fino al 1° aprile tutta la provincia di Varese, tra Busto, Gallarate e Legnano, si trasformerà in una piccola Cinecittà dove saranno ospiti i nomi più significativi del cinema nostrano.
In concorso, dieci titoli, tutti in anteprima, realizzati tra il 2004 e il 2006 tra cui Sotto e sopra il ponte di Alberto Bassetti, Il pane nudo di Rachid Benhadj, il collettivo Bambini, Sangue - La morte non esiste di Libero Di Rienzo, Ad Project di Eros Puglielli, Sara May di Marianna Sciveres, Fuoco su di me di Lamberto Lambertini.
La rassegna varesina quest'anno presenta una nuova formula con il concorso per la miglior sceneggiatura, la cui giuria, (composta da Suso Cecchi D'Amico, Furio e Giacomo Scarpelli e Silvia D'Amico e presieduta da Carlo Lizzani) dovrà giudicare una settantina di lavori arrivati da tutta Italia. Madrina del festival Eleonora Giorgi, presente alla premiazione del 1° aprile.
Secondo Francesco Alberoni, il festival «ha come obiettivo la creazione di un'efficiente Film Commission a livello regionale, che favorisca le attività produttive, la costituzione della sede lombarda del centro sperimentale di cinematografia, ma soprattutto un'originalissima scuola, unica in Europa, di cinematografia di impresa, che va dal documentario alla pubblicità».
Presso la Fondazione Bandera di Busto, inoltre è stata inaugurata la mostra Scrivere con la luce di Vittorio Storaro, cui è stata dedicata la proiezione del film Il conformista di Bernardo Bertolucci. Tra gli omaggi, nel centenario della loro nascita, quelli a Luchino Visconti, Roberto Rossellini e Michelangelo Antonioni, invitato alla proiezione del suo Lo sguardo di Michelangelo «per unire in un nesso indelebile - spiega il direttore artistico Vittorio Giacci - il cinema di ieri e di oggi con quello di domani».
Da segnalare inoltre la sezione dedicata alla videoarte a cura di Alessandro Solbiati e Michele Tadini, in collaborazione con Fabrica (Fondazione Benetton) e con il festival di Lione CineSong, e l'Atelier del trucco cinematografico tenuto da Stefano Facta truccatore del film Camera con vista di Ivory.
Completano la manifestazione il convegno «Product Placement & Testimonial» in collaborazione con la locale Associazione Industriali, la finestra sulla Film Commission di Busto Arsizio e sul rapporto tra cinema e industria.