Come un film, inseguimento e spari sul Gra

Alessia Marani

Tutto come in un film. Attori principali: una banda di rapinatori romeni e decine di poliziotti. Set cinematografico: il Grande raccordo anulare. La trama: una gang di tre stranieri entra in azione in un garage notturno della Capitale, punta una pistola al custode, si fa consegnare le chiavi di quattro auto di grossa cilindrata, poi picchia a sangue e immobilizza il poveretto col nastro adesivo, quindi si dilegua scatenando una gigantesca caccia all’uomo. Poi piombo e fuoco incrociato sull’anello stradale, un inseguimento da brivido per almeno 30 chilometri, zigzagando tra le auto in corsa a velocità spaventosa. Una Toyota Corolla con a bordo quattro persone, un’intera famiglia, viene scaraventata fuori strada, un miracolo che tutti siano rimasti illesi. Un paio di agenti finiscono all’ospedale, altrettante «pantere» in officina, semidistrutte. Un romeno in manette, Valentin Margineau, classe 1983, irregolare e un curriculum criminale di tutto rispetto, stanato in fuga grazie al segnale satellitare collegato all’antifurto del Suv rubato. Non è finzione ma realtà. È accaduto la scorsa notte sul Gra dove, alla fine, gli uomini delle volanti hanno sbarrato un tratto della carreggiata esterna, all’altezza Anagnina, per chiudere come un topo in trappola il fuggitivo. La cronaca. Alle 23.20 di giovedì tre uomini, ben vestiti, entrano in un parking a pagamento di via Silvio Pellico, zona Prati. Fingono di chiedere informazioni per lasciare la loro auto, «un’ora - dicono - il tempo di mangiare una pizza qui vicino». Ma il garagista, un moldavo con regolare permesso di soggiorno, non fa nemmeno in tempo a rispondere che si trova una calibro 8 puntata alla tempia. È costretto a cedere al gruppetto le chiavi di un Grand Cherokee, di una Bmw X5 e di una Golf. Prima di prenderle di santa ragione e finire legato e imbavagliato con lo scotch. In qualche modo, il custode riesce a liberarsi. Verso mezzanotte scatta l’allarme al 113 e dalla sala operativa di San Vitale parte la nota di ricerca: «Attenzione, sono armati e pericolosi». Poi un’altra segnalazione. Il Sat dà la Bmw ferma nei pressi di via Cipro. Cominciano a convogliare sulla zona le volanti. È la «10» a mettersi subito sulla pista giusta. La X5 viene incrociata sul Raccordo, all’altezza di Casal Lumbroso, corsia esterna. La «pantera» si mette sulla scia, lampeggianti e fari spenti. C’è un solo uomo alla guida della jeep. Quando gli agenti della volante si appaiano, quello estrae la pistola e la punta sul poliziotto di fianco. Poi sterza il volante, prova a speronare gli «sbirri». Questi aprono il fuoco, mirano alle gomme. Quello spinge il piede sull’acceleratore, vola a oltre 200 all’ora. Una folle corsa tra le auto in movimento. Passato il sottopassaggio dell’Appia, il bandito alla guida «bluffa». Rallenta, mette la freccia, getta l’arma fuori dal finestrino, come se volesse accostare. La polizia dietro. Invece, la sperona e riparte. Sulla sua strada si mette pure una pattuglia della Stradale, anch’essa speronata. Nella carambola viene colpita pure la Corolla, gli agenti sbattono contro un muro. All’uscita 22, Anagnina, le volanti «14» e «15» fermano la circolazione, preparano il posto di blocco. Sono momenti terribili. Quando l’X5 è «a vista» aprono il fuoco. Ma dall’altra parte ci sono anche quelli della «10». Alla fine, braccato, Margineau scende dal mezzo e s’arrende. È accusato di sequestro di persona, rapina e lesioni aggravate, danneggiamento di beni dello Stato. Nella Bmw ancora il rotolo di scotch insanguinato. Lo Cherokee è stato ritrovato abbandonato sempre sul Raccordo. La Golf è sparita nelle viscere di una selva di box disseminati a Ponte di Nona. Il proprietario dell’X5 è stato contento di tornare in possesso dell’auto. Anche se sforacchiata. The End.