Il film preferito? Si può vedere anche sul telefonino

I nuovi apparecchi consentono di gustare le pellicole con la stessa qualità di un dvd. Per ora ci sono pochi titoli sul mercato, con il rischio di favorire la pirateria su internet

Roma - Ormai ci siamo. Alcuni già sono in commercio, altri stanno per arrivare. Sono i cellulari di ultima generazione, gli smartphone che rivoluzionano anche il mondo dell’intrattenimento, dall’IPhone ai nuovissimi Samsung Omnia Hd, Acer Stream e al gioiello Nokia N8. Perché ormai la tecnologia consente di vedere un film, con la qualità dvd, su tutti i dispositivi elettronici, anche quelli più piccoli, i telefonini appunto. Ognuno può scegliere dove vedere il contenuto desiderato. Affari suoi se si accontenta di uno schermetto da 3 pollici (o da 10 per l’IPad) oppure se collega il suo telefono ai megatelevisori-ultrapiatti di casa ormai grandi quanto lo schermo cinematografico. D’altro canto si può iniziare la visione comodamente sulla poltrona in salotto e continuarla sul cellulare in autobus. La libertà tecnologica è anche questo.
Però. C’è un però grande come una casa. Non esiste in Italia in rete un’offerta di film esaustiva, di facile accesso, magari ottimizzata per i vari dispositivi e, soprattutto, legale. Così è molto più facile piratare le pellicole e vederle anche sul telefonino (anche in streaming, grazie a indirizzi popolarissimi come Megaupload), piuttosto che acquistarle nel rispetto dei copyright sui pochi siti che lo consentono. Certo si può comprare legalmente un dvd, acquisirlo sul computer (operazione però non lecita se si forzano le protezioni presenti su alcuni supporti), convertire il file in un formato adatto al cellulare e poi trasportarlo sul telefono. Cosa vuoi che sia, bastano solo alcune ore...
Ecco il paradosso italiano (perché in tanti paesi ci pensa ad esempio il negozio virtuale di ITunes o il sito di videonoleggio Netflix a fornire immediatamente un film a pagamento con un semplice click, ma - attenzione - solo nei Paesi in cui i servizi sono attivi): da noi le grandi case di produzione e distribuzione ancora non si sono messe d’accordo nel rendere disponibili i loro prodotti. Il risultato è che ci si muove in ordine sparso con accordi molto limitati che consentono ad alcuni di proporre una manciata di titoli. Si va dal Samsung Store a Filmisnow (entrambi grazie a Warner e Paramount, gli ultimi arrivi sono Amabili resti e Tra le nuvole con George Clooney) e al gestore di telefonia Tre che in queste ore si è accordato con Mondo Home Entertainment e la sua Moviemax con film come Parnassus, From Paris with Love, e Slevin, Patto criminale), per finire con Babelgum e Cine1. Si dice che il negozio virtuale Ovi di Nokia si stia attrezzando, forse anche ITunes Italia, così come Zune di Microsoft (che però da noi mette a disposizione film per la console di videogiochi XBox, idem - ma con molta più scelta - la Sony con la Playstation, mentre per la Nintendo Wii è possibile solo negli Stati Uniti), ma sono solo indiscrezioni, anticipazioni di una rivoluzione che in Italia deve ancora arrivare.
Ma perché allora lasciare sostanzialmente il mercato in mano a quelli che vengono definiti pirati? «Il nostro è un ritardo colpevole -, recita il mea culpa Riccardo Tozzi a capo di Cattleya e di tutti i produttori riuniti nell’Anic -; io sono il primo ad affermare che la pirateria vada repressa nel modo più duro possibile ma solo un minuto dopo che siamo riusciti a rendere disponibile su internet un’offerta ufficiale e legale".
Posizione identica per Giampaolo Letta, amministratore delegato del colosso Medusa, che da tempo, in ogni sua dichiarazione sull’argomento, non si stanca di dirsi favorevole alla vendita online di film «anche al prezzo politico di 1 Euro». «La sua - sorride Tozzi - è certamente una provocazione ma in questo senso anch’io sogno un sito in cui le giovani generazioni possano educarsi alla storia del cinema, come abbiamo fatto noi con i cineforum, arrivando a pagare al massimo 50 centesimi per un vecchio film, magari italiano. E Cinecittà può far tanto mettendo a disposizione gli innumerevoli titoli di cui possiede i diritti».
Siamo nel mondo dei sogni? «No - risponde Tozzi - è vero che avremmo già potuto organizzare il tutto, la lentezza è colpa nostra perché lavoriamo sempre sulle emergenze ma come Anica la questione è al primo punto. Tanto che insieme a Rai e Medusa, tra gli altri, siamo in fase avanzata nella messa a punto di una piattaforma su internet che all’inizio sarà riservata solo al cinema italiano. Poi le major ci seguiranno». Una data? «Entro l’anno», conclude Tozzi. Gli smartphone aspettano fiduciosi.