Un film sul Diavolo fa il miracolo: costa poco e sbanca

New YorkIl 2012 comincia nei cinema Usa con una grande sorpresa. A battere gli incassi straordinari del nuovo sequel di Mission: Impossible (Ghost protocol) è ora una pellicola con un micro budget, critiche senza speranza e un tema horror.
L’altra faccia del diavolo (The Devil Inside), del regista William Brent Bell, ha raccolto recensioni pessime ma ha riempito 1400 sale americane all’inizio di questo weekend, portando gli spettatori a Roma, all’ombra del Vaticano. Dove una giovane donna di nome Isabella viene a girare un finto documentario sugli esorcismi. Sua madre, Maria Rossi (Suzan Crowley), l’aspetta in un ospedale psichiatrico romano. L’avevano rinchiusa lì dopo che, nel 1989, in un raptus di follia, aveva barbaramente ucciso due sacerdoti e una suora della sua chiesa che stavano compiendo su di lei un esorcismo. Il film comincia proprio con la telefonata della Rossi alla polizia, che confessa il triplice omicidio; ma in realtà la donna è posseduta da ben quattro demoni, la cui voce esce alternandosi tra italiano e inglese dalle labbra marcate a sangue da un crocefisso. Sua figlia Isabella lascia gli States con un cameraman e viene a cercare di far luce sui segreti della madre girando un documentario sugli esorcismi. Dopo aver intervistato un sacerdote, Isabella (interpretata dalla brasiliana Fernanda Andrada) viene convinta a seguire due preti e filmare altri esorcismi prima di avventurarsi nella clinica psichiatrica.
Comincia così un terrificante viaggio popolato di presenze sataniche multiple, riti, voci misteriose, corpi contorti e scoperte sempre più inquietanti. Ci sono donne possedute tenute legate nelle cantine di vecchie case romane, un prete assatanato che dopo aver battezzato un neonato con l’acqua santa lo annega - sotto gli occhi orripilati della famiglia - nella tinozza della chiesa. Ci sono sacerdoti sbattuti contro le porte dalle forze demoniache, ragazzine che si arrampicano sui muri e suore che passeggiano per Roma con gli occhi vacui degli zombie. Il tutto viene mostrato nello stile del mockumentary (finto documentario) con mix di sequenze girate in stile reportage e in ambienti immersi nel buio e altre fintamente rubate da videocamere di sicurezza poichè L’altra faccia del diavolo segue ovviamente il filone dell’indimenticabile The Blair Witch Project, che dodici anni fa aveva inaugurato il cinema a metà strada tra documentario e l’horror.
Il film è stato girato in parte in Romania e in parte a Roma, con un microbudget di un milione di dollari investiti dalla Paramount, attraverso la Insurgence, una delle sue succursali adibite ai film «minori», ed uscirà in Italia il 16 marzo. Ma nessuno alla Paramount credeva di assistere a questo successo: L’altra faccia del diavolo ha già incassato con le anteprime di giovedì notte e la giornata di ieri 15 milioni di dollari e potrebbe arrivare a sfiorare i 30 milioni a fine weekend, arrivando così in testa alla top ten. Un nuovo Paranormal Activity dunque? Difficile a dirsi per ora (anche se lo stesso Steven Schneider è tra i produttori esecutivi), ma una cosa è certa: il modello found-footage, in particolare quando viene gestito dalla Paramount Pictures, continua a funzionare grazie anche all’uso di trailer terrorizzanti ed adrenalinici, alla pagina su facebook, che in pochi mesi ha aggiunto circa 370mila iscritti ed al nuovo sito virale, che promette di seguire il caso di Maria Rossi, www.therossifiles.com offrendo nuove informazioni, immagini e video. E negli States The Devil Inside è già un must: molti cinema accolgono gli spettatori con attori vestiti da preti, t shirt, musiche horror mentre in sala ci si scatena tra urla e versi satanici.
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