Un film Usa dichiara guerra all’hamburger

Salvatore Trapani

da Cannes

«La verità è dura da digerire», recita un motto che va a pennello per il film di Richard Linklater Fast Food Nation («L’impero dei fast food») in concorso al Festival. Che quest’anno predilige film (vedi Il Codice da Vinci) tratti da bestseller. L’omonimo romanzo in questione, di Eric Schlosser (2001), è rimasto in vetta alle classifiche di vendita americane per quasi un anno. Ma la storia è usuale a tutte le latitudini, perché parla di cibo poco genuino e di sfruttamento della manodopera a basso costo - in questo caso - dal centro America.
Il vice dirigente (Greg Kinnear) di una grande catena di fast food viene inviato al confine con il Messico per seguire il trattamento delle carni usate nelle filiali. Entra in contatto con i commessi dei negozi (giovani studenti part time) e con i dipendenti messicani del macello, entrati illegalmente nel Paese. Il cui sogno americano deve scendere a patti con le quotidiane umiliazioni e i ricatti dei connazionali - predecessori in posti chiave nell'azienda - che minacciano licenziamento o denuncia.
Il film mette anche in risalto la scarsa qualità dei cibi nei fast food: grassi, pieni di conservanti e esaltatori industriali. «Ma non voglio processare con il mio film la società americana - ha detto ieri alla conferenza stampa del film Linklater - quanto aprire gli occhi dei clienti. Quando addenti un hamburger, devi riflettere su ciò che mangi e su chi lo ha preparato». Il film difatti è più polemico che strappacuore e si inserisce in un filone ormai caro ai festival dei film per i consumatori. Alla scorsa Berlinale c’era il documentario Wal Mart, sugli abusi della celebre catena di magazzini del bricolage negli Stati Uniti, mentre qualche settimana fa usciva sia in Francia che in Germania We Feed the World del regista svizzero Erwin Wagenhofer, sulla leggerezza con la quale in Europa (a differenza che in Usa dove sono vietati) vengono prodotti cibi transgenici e messi sul mercato del terzo mondo a concorrere con il minimo prodotto posseduto da quei Paesi. Il cast del film è di tutto riguardo: dalla neo popstar Avril Lavigne a Bruce Willis, Ethan Hawke e Catalina Sandino Moreno (Maria Full of Grace). Taglia corto Linklater: «Documentario o film? Mi sono deciso per il film; quindi occorrevano i grandi nomi».