Il film del weekend: "Revenant-Redivivo"

Luce naturale e maestria cinematografica illuminano di grande fascino una storia narrativamente semplice, rendendola un'esperienza realistica e avvincente

Fresco di ben dodici nomination all'Oscar e già con tre Golden Globes conquistati (miglior film drammatico, miglior regia, miglior attore a Leonardo Di Caprio), "Revenant - Redivivo" è senza dubbio la pellicola del momento. Il regista, Alejandro Gonzales Inarritu, che ha vinto lo scorso anno l'Oscar per il miglior film con "Birdman", sogna di fare il bis mentre il protagonista, Leonardo Di Caprio, pare stavolta avere buone possibilità di rompere il maleficio che vede regolarmente l'ambita statuetta sfuggirgli di mano all'ultimo.

"Revenant - Redivivo" è quanto di più lontano possa venire in mente, cinematograficamente parlando, dall'ultima opera di Inarritu e questo dà la dimensione della vastità e versatilità del talento di questo professionista della macchina da presa. La sua sfida epica, quella di cimentarsi in un colossal da girarsi in nove mesi a meno quaranta gradi di temperatura in luoghi impervi del Canada e dell'Argentina, assume sembianze meno estreme solo se paragonata a quella che si è preso la briga di narrare: la lotta per la sopravvivenza di un cacciatore di pelli ridotto in fin di vita dall'attacco di un'orsa e abbandonato dai suoi compagni in mezzo ai boschi innevati della frontiera americana. La sceneggiatura è ispirata al romanzo di Michael Punke "The Revenant: A Novel of Revenge", uscito nel 2004, che racconta di Hugh Glass, esploratore veramente esistito, e della spedizione lungo il fiume Mississippi cui si era unito nel 1823.

Il film dura oltre due ore e mezza durante le quali lo spettatore non conosce noia e non certo perché il ritmo sia concitato, anzi, ci sono lunghi momenti di silenzio in cui sono i meravigliosi panorami fotografati da Emmanuel 'Chivo Lubeki' (già premio Oscar per Birdman e Gravity) a riempire lo schermo. Il fatto è che si viene avviluppati a livello viscerale in quella che è un'esperienza che, da un certo punto in poi, sembra essere alla distanza di un respiro. Certo non sentiamo il freddo, la sofferenza fisica e siamo solo testimoni inermi della rabbia e del dolore del protagonista cui è stato tolto tutto ciò che aveva, suo figlio, ma ci sentiamo ad un passo da lui, perché ci è stato permesso di guardare dentro al putridire delle sue ferite e alla sete di vendetta dei suoi occhi. Siamo accanto a Glass durante la sua odissea macabra in cui è una carcassa d'uomo, straziato nella carne e non solo, procede rantolando, alternando mugolii e respiri. L'impresa cui il personaggio dona sangue, carne e spirito e di cui Inarritu dà una rappresentazione brutale, straziante e coinvolgente, si fa piano piano epopea della forza interiore.

Di Caprio convince, certamente, ma un eventuale Oscar, preso in una simile situazione, gli verrebbe assegnato più per l'impegno fisico profuso che per il talento recitativo, che ha avuto probabilmente modo di sfoggiare con ben più ampie sfumature in altre performance in passato. A parere di chi scrive, se il premio dovesse arrivare, sarebbe meritato più come risultato della "raccolta punti" accumulati dal divo fino ad oggi, cimentandosi in ruoli che ha reso mediamente memorabili, che non per questa prova d'attore in particolare.

A contendere la scena all'interpretazione suddetta, c'è quella del bravissimo Tom Hardy, nei panni del cattivo di turno. La caratterizzazione del suo personaggio è curata e credibile.

"Revenant - Redivivo " è un'avventura imbevuta di crudo realismo, in cui va in scena la lotta di un uomo alle prese con la spietatezza di una parte della natura e di certi suoi simili. La visione riesce a essere allo stesso tempo poetica e disturbante, di sicuro illuminante sul potere quasi sovrumano che può raggiungere una motivazione interiore quando ha a che fare con il senso della nostra vita.