Il «filo d’Arianna» nel labirinto dei gioielli d’autore

Anna Maria Greco

Anche i gioielli possono fare alta moda. E nella kermesse appena conclusasi di AltaRoma si sono visti sfilare sulle passerelle creazioni preziose disegnate per accompagnarsi ai modelli delle grandi griffe, come quelle proposte da Giuliano Ansuini per Ranato Balestra e da Molayem per i modelli disegnati da Lorenzo Riva.
Ci sono stati, tuttavia, anche eventi collaterali del calendario delle sfilate dedicati esclusivamente a collezioni di gioielli. Il tema della manifestazione era «Il Filo», con riferimento alla maglieria di lusso, il Tricotcouture, ma qualcuno ha pensato al filo di Arianna della mitologia greca.
In tutta la settimana, nella gioielleria Fratelli Petochi di via Margutta, sono state esposte le creazioni del giovane designer Marzio Forcella per il marchio Amaltea, dedicate a «Il prezioso filo della principessa di Creta». Il gioiello come mito, dunque, che fa di ogni donna una Arianna che per la sua bellezza, ma anche per le vesti che aveva tessuto con fili d’oro e gemme preziose affascinò il dio Dioniso che le regalò un diadema. Per Forcella «ogni gioiello è particolare e non potrà mai ripetersi proprio come succede in natura».
Ad un’altra leggenda s’ispira, invece, la nuova collezione Eka, presentata da Cristina Rotondaro Dal Pino nello show-room di via della Purificazione: il suo nome è «Eldorado», come la mitica città d’oro perduta degli Incas.
Grandi anelli di foggia antica, enormi conchiglie di opale dalle mille fluorescenze, gigantesche e sinuose perle australiane formano pezzi unici circondati da un alone di mistero. E ognuno ha il suo nome: la Medusa Decò, formata da un cabochon di smeraldo fuori misura con tanti tentacoli di rubini; la collana Ambra, incrocio tra linee arcaiche e design contemporaneo; la collana Denti di Mare, must della collezione, in oro rosa; gli orecchini Fuoco, con morgantiti e oro rosa, quelli Silenzio, in tanzanite e brillanti e quelli Maglie a riccio.
Anche tante catene per collane o bracciali, con una reiterpretazione della classica maglia Polipo Eka in versione maxi.