Il filo diretto di Al Qaida tra Usa e Londra

Massimo Introvigne

L’arresto in Pakistan di Haroon Rashid Aswad, considerato un esponente di Al Qaida da anni, accusato di avere parlato al telefono con due degli attentatori poche ore prima delle esplosioni di Londra, è seguito con grande interesse negli Stati Uniti. Aswad è infatti noto all’intelligence americana come l’uomo che ha cercato, fin dal 1999, di creare un network di Al Qaida nel cuore stesso dell’America.
La Cia conferma ora che Aswad, un cittadino britannico, era il «secondo uomo», sfuggito alla cattura, nel bizzarro caso Ujaama del 1999, all’epoca oggetto di un attenzione soltanto locale nell’Oregon ma riletto con ben altro interesse dopo l’11 settembre. Nel novembre 1999 James Ujaama, un afro-americano di Seattle convertito all’islam, si reca in Oregon insieme a una seconda persona che viaggia sotto falso nome. I due si mostrano interessati ad acquistare una vasta proprietà a Bly, in una zona dell’Oregon remota e difficilmente accessibile. La prendono in affitto, la circondano di straordinarie misure di sicurezza e cominciano a ricevervi musulmani americani e stranieri.
Non sono le attività a Bly che attirano l’attenzione delle autorità, ma i viaggi di Ujaama nell’Afghanistan dei Talebani, viaggi all’epoca vietati ai cittadini americani. La Cia riesce a dimostrare che Ujaama porta in Afghanistan materiale elettronico e denaro destinati ad Al Qaida. Quando torna a Seattle, nel 2000, è arrestato. In carcere, Ujaama stipula uno di quegli accordi tipici del sistema legale americano. Rivelerà quello che sa in cambio di una sentenza particolarmente mite. Nel 2003 il Tribunale distrettuale di Seattle lo condanna a due anni di carcere più tre di libertà vigilata. Tra il 2000 e il 2003, naturalmente, c’è stato l’11 settembre 2001, e la stampa si scandalizza della mite condanna inflitta a un esponente di Al Qaida. Il dipartimento della Giustizia è costretto a pubblicare un comunicato, in cui si afferma che l’accordo con Ujaama era stato stipulato prima dell’11 settembre, che i tribunali americani sono tenuti a rispettarlo, e che comunque il convertito ha fornito importanti informazioni.
Oltre a notizie non particolarmente nuove sui campi di Al Qaida in Afghanistan, Ujaama rivela alla Cia che quello di Bly avrebbe dovuto diventare il primo campo di addestramento dell’organizzazione di Bin Laden sul territorio americano. A Bly si erano già svolte sessioni di addestramento all’uso di armi da fuoco e alla preparazione di veleni. Su quest’ultimo tema, ben nascosto nella proprietà dell’Oregon, salta fuori anche un video, che apre inquietanti scenari su veleni che possono essere dispersi nell’aria e provocare stragi in ambienti chiusi, per esempio un vagone di metropolitana, secondo il modello dell’attentato perpetrato dal movimento neo-buddhista deviato Aum Shunri-kyo a Tokyo nel 1995.
Le rivelazioni di Ujaama incastrano Abu Hamza al-Masri, il controverso predicatore di Londra considerato a lungo un innocuo sbruffone, che ha invece reclutato musulmani inglesi destinati all’addestramento nell’Oregon e in Afghanistan. Emerge così un filo diretto fra membri di Al Qaida in Inghilterra e negli Stati Uniti, che getta una luce sinistra sui fatti di Londra e su futuri attentati anche in America. Il secondo uomo, il cui nome fu tenuto segreto dalla Cia e che dirigeva con Ujaama il progetto per il campo di Al Qaida a Bly, era infatti proprio quell’Aswad che, tornato in Pakistan e ora arrestato, sembra avere avuto un ruolo centrale nella strage di Londra.