Al Filodrammatici, «Verginella» contro le violenze ai minori

Dopo il successo di Mamma mammazza, la giovane compagnia Lupusagnus – regista e attori formati alla scuola di Giorgio Strehler – ci riprova al Teatro dei Filodrammatici (fino a domenica, info: 02-36595671) con un nuovo scottante testo di Aquilino, Verginella. L’opera costituisce il secondo tassello di una trilogia sulla famiglia che si concluderà nel 2010 con l'antimusical Canicani. La storia: Verginella, dieci anni, in fuga dall'istituto a cui è stata affidata in custodia, si rifugia in una chiesa. Gli adulti che si occupavano di lei, la madre e lo zio, sono stati arrestati con l'accusa di molestie sessuali. La bambina non può confidare a nessun altro il suo dramma, se non a un'immagine sacra che rappresenta Gesù. E lo farà con le parole - poetiche e devastanti - di una bambina sospesa tra amore e terrore per l'adulto abusante, tra negazione e disperata ricerca di soccorso. Verginella, il secondo spettacolo di Lupusagnus, affronta tematiche legate alla violenza e all'emarginazione. Tematiche che, evidentemente, non possono essere affidate soltanto alla informazione spettacolarizzata né semplicemente all'aspetto giudiziario delle vicende di pedofilia. Ulteriore spazio di elaborazione e di coinvolgimento è infatti previsto per gli spettatori, grazie a momenti di discussione dopo lo spettacolo. Incontri che sono parte integrante del lavoro della compagnia e ne costituiscono un elemento distintivo. Lupusagnus nasce da un’idea del regista Stefano de Luca, assieme a Tommaso Banfi, Marta Comerio, Sergio Leone, Annamaria Rossano, Giorgia Senesi, e al drammaturgo Aquilino, con l’obiettivo di recuperare l’antico e fondamentale rapporto tra autore ed esecutori del testo: «Crediamo che la prova del palcoscenico sia l’unica esperienza capace di formare e affinare un autore di teatro - afferma Aquilino -. Ci nutriamo dunque gli uni degli altri, in un rapporto simbiotico.