Filosofia Spalletti: «Che fare di più? Un applauso ai miei»

«Oltre agli squalificati e al forfeit di Totti ho dovuto schierare in campo De Rossi con 38 di febbre»

Jacopo Granzotto

Probabilmente non conquisterà un posto per i preliminari di Champions League. Ma la Roma meriterebbe una coppa per come ha affrontato, e spesso vinto, le emergenze. Come ieri all’Olimpico contro il Treviso. Senza i quattro squalificati Mancini, Perrotta, Mexes e Dacourt, anche Francesco Totti, atteso al rientro in campo dopo l’infortunio e l’intervento, ha dovuto arrendersi a poche ore dal match per un attacco febbrile. Nonostante questo la squadra di Spalletti è tornata alla vittoria con un gol di Tommasi dopo quattro pareggi consecutivi nelle ultime quattro gare (coppa Italia compresa), contro un Treviso già retrocesso ma non per questo arrendevole.
Una vittoria sofferta che dà a Spalletti ancora la timida speranza nell’insperato sorpasso nei confronti dei viola. «Diciamo subito che ai miei calciatori vanno fatti i complimenti perché hanno vinto la partita più difficile dell’anno. Nella notte avevamo perso Totti, poi, come se non bastasse, De Rossi è sceso in campo con la febbre a 38, di più non potevamo fare». Insomma, un successo di misura, arrivato in una giornata in cui ai giallorossi mancavano molti, troppi titolari. Il quarto posto rimane un traguardo ormai difficile, legato solo a un inaspettato passo falso domenica della Fiorentina contro il Chievo, sempre che si vada a vincere a San Siro con un Milan ancora in corsa per il titolo. «Conteranno entrambe le partite - continua Spalletti - noi andiamo in trasferta contro una squadra che ha ancora possibilità di giocarsi il campionato ma sono convinto che anche il Chievo dovrà giocarsi la sua partita e non vedo perché dovrebbe essere diversamente».
Sfida Champions a parte, la domanda ricorrente è la solita: nell’ultima di campionato si vedrà finalmente Totti in campo? Il tecnico preferisce non sbilanciarsi: «Valuteremo, per ora è a letto col febbrone...».
Da un Totti fermo ancora ai box c’è un giovanissimo, Stefano Okaka (gran primo tempo e suo l’assist per la rete di Tommasi) che si fa notare e al quale sono andati i complimenti del tecnico toscano. «Con Okaka cerchiamo di lavorare, ha solo 16 anni e mezzo, c’è ancora più margine che con Bojinov, è un fanciullo voglioso, 16 anni e mezzo sono veramente pochi».
Insomma, la Roma in quattro giorni si gioca la stagione in un doppio scontro a San Siro: giovedì sera la attende il ritorno di coppa Italia con l’Inter (dopo l’1-1 dell’andata), domenica pomeriggio la sfida finale con il Milan. Può trovarsi con tutto o con niente, e finalmente dipenderà anche da Totti.