Il «filosofo» Bostridge canta con la Verdi

La stagione dell’Orchestra Verdi riserva spesso delle (gradite) sorprese. Come quella annunciata dal programma del concerto di stasera (ore 20), con replica domenica (ore 16), all’Auditorium Cariplo (info: 02-83389401/2/3, www.laverdi.org). Debutta infatti con l’ensemble di largo Mahler il tenore britannico Ian Bostridge, considerato non a torto uno dei massimi interpreti di musica da camera e d’opera attualmente in circolazione. Ma a inserire l’artista londinese, classe 1964, in una categoria a parte, è un altro dato curioso e in un certo senso anomalo: Bostridge infatti, prima di dedicarsi alla carriera di cantante, si è laureato in Storia e Filosofia a Cambridge e Oxford. Poi, il debutto: nel 1994 interpreta la sua prima Winterreise alla Purcell Room e al Festival di Aldeburgh, prima di approdare, l’anno dopo, alla Wigmore Hall di Londra, tempio consacrato della musica vocale nonchè una delle più prestigiose sale concertistiche del mondo, dove è ospite fisso ogni stagione. L’«anno del dragone», per lui, è il 1996, che segna il decollo verso gli allori internazionali e la rivelazione come uno dei massimi liederisti dei giorni nostri. Del resto, dal canto suo, ha anche un ventaglio di offerta per tutti i gusti, sempre comunque per palati fini: in pratica, canta di tutto, dal barocco alla musica contemporanea. Con lui, sul podio, il direttore americano John Axelrod, nel suo caso un acclamato ritorno. Texano di Houston, fondatore dell’orchestra sinfonica che porta il nome della sua città natale, lo scorso settembre è stato nominato direttore musicale dell’Orchestre National des Pays de la Loire (Onlp), incarico che assumerà a partire dalla prossima stagione 2010/11. Decisione dovuta, oltre ai ripetuti successi concertistici, almeno in parte alla sensazionale produzione di Tristano e Isotta per la Angers-Nantes Opéra, con la regia di Olivièr Py. In ogni caso, Axelrod è universalmente considerato uno dei più talentuosi, creativi e anticonvenzionali direttori della sua generazione. Un’accoppiata fuori dall’ordinario, dunque, che insieme con la Verdi animerà un programma intrigante, che si apre e chiude nel segno di Hector Berlioz per la sua parte sinfonica. Dell’ottocentesco compositore francese, infatti, l’orchestra eseguirà l’ouverture de Il carnevale romano, certamente una delle sue pagine più popolari, e la Sinfonia fantastica. Una sorta di «dramma strumentale» in cinque episodi, quest’ultima, composta nel 1830 in una fase emotivamente importante per l’autore, preso dalla passione per l’attrice irlandese Harriet Smitherson. La parte lirica vedrà l’esecuzione de Quatre chansons françaises del britannico Benjamin Britten, scritte nel 1928 in occasione dell’anniversario di matrimonio dei genitori, e Paroles tissées di Witold Lutoslawski, pagina che il compositore polacco scrisse nel 1965 appositamente per la XVIII edizione del Festival of Music and Arts di Aldeburgh.