Il filosofo? Una musa per musicisti

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Un Festival di confine al centro della città eterna. È il Festival della Filosofia, che dal 9 al 13 maggio monopolizzerà le attività dell’Auditorium. Una seconda edizione che avrà un programma più ampio, articolato e differenziato della precedente, ma che sarà sempre filosoficamente rigorosa e poco accademica. La manifestazione affronterà il tema dei confini, nella speranza che i tanti incontri previsti suscitino tra i filosofi e nel pubblico la voglia di riflettere, pensare, discutere. «Speriamo che durante le tavole rotonde nascano tante controversie - dicono i curatori Giacomo Marramao (docente a Roma Tre) e Paolo Flores d’Arcais - perché crediamo che il confronto sia il sale della filosofia». Gli incontri (oltre alle tavole rotonde, «caffè filosofici» presso il bar dell’Auditorium, lezioni di yoga, proiezioni cinematografiche, concerti serali e anche un’esposizione di Gianfranco Baruchello) porteranno al Parco della Musica più di cento protagonisti del mondo della filosofia. Impossibile citarli tutti. Tra gli altri, ci saranno Marc Augé, Umberto Galimberti, Gianni Vattimo, Fernando Savater. Saranno coinvolte anche personalità del mondo dello spettacolo come Enrico Ghezzi e Nicola Piovani. Anif Kureishi, il celebre scrittore anglo-pakistano, sarà protagonista (12 maggio) di un «incontro straordinario» con il pubblico, intervistato da Ivan Cotroneo, mentre Flores d’Arcais si «scontrerà» (il giorno d’apertura) con Giuliano Ferrara sul tema della laicità. La speranza è quella di bissare il clamoroso successo del recente Festival della Matematica e, per evitare l’eccessivo e incontrollabile afflusso di pubblico, per gli eventi sarà necessario acquistare biglietti al prezzo simbolico di 2 euro (1 euro per gli studenti). «Per questa seconda edizione del Festival - spiega Carlo Fuortes, amministratore delegato della fondazione Musica per Roma - abbiamo deciso di ridurre il numero degli spettacoli, puntando però su un processo ideativo e produttivo molto particolare. Ad esempio, abbiamo chiesto a sei noti compositori di scrivere musiche ispirandosi ai volti e alle voci di sei filosofi». E se la speranza è quella di assistere ad avvincenti controversie filosofiche, una piccola nota polemica è partita. «Abbiamo invitato 15 cardinali a partecipare alla manifestazione - dice Flores d’Arcais - ma nessuno ha accettato. Lo dico solo perché non ci si accusi di laicismo fondamentalista». E se è vero, come dice Marramao, che «i fattori determinanti del presente hanno luogo lungo le linee di confine», è necessario andare all’Auditorium e scoprire perché.