Un filosofo senza scritti l’inventore del «maiale»

Pier Luigi Gardella

All'alba del 26 luglio 1941 il maggiore Teseo Tesei rispondeva al Comandante Vittorio Moccagatta che la missione di forzatura del porto grande di La Valletta, nell'isola di Malta, sarebbe stata in qualunque modo portata a termine. Ma, come cita la motivazione della sua medaglia d'oro «verificatosi nel corso dell'azione un ritardo, dovuti ad imprevisti incidenti tecnici, che avrebbe potuto compromettere l'esito, allo scopo di guadagnare tempo perduto e di portare a termine ad ogni costo il suo compito, decideva di rinunciare ad allontanarsi dall'arma prima che esplodesse contro l'obiettivo». Moriva così un eroe della Regia Marina, al quale è dedicato il libro dello storico elbano di Marina di Campo Gianni Bianchi, dal titolo «Teseo Tesei e gli Assaltatori delle Regia Marina», che è stato presentato a Genova presso la sede dell'Associazione nazionale Marinai d'Italia.
Teseo Tesei era nato nel 1910 a Marina di Campo, sull'Isola d'Elba, ma visse l'infanzia e l'adolescenza a Firenze. Entrato a soli 15 anni nell'Accademia Navale di Livorno ne uscì nel 1931, Ufficiale del Genio Navale, frequentò la scuola di ingegneria navale a Napoli dove si laureò a pieni voti. Anche su questo periodo di studi universitari si sofferma il libro di Bianchi: egli raccoglie numerose informazioni ed episodi poco noti che ne fanno comprendere la forza d'animo e, leggendo le sue ultime lettere alla famiglia, l'attaccamento alla Patria e alla Bandiera. Fu in questi anni che maturò in lui l'idea del siluro a lenta corsa (Slc) detto «maiale», che insieme a Toschi progettò e costruì in un'officina alla periferia di La Spezia. Tra le altre idee, Tesei, concepì anche, riuscendo ad eseguire prove preliminari di impatto su ghiaccio compresso, l'idea di attraversare la calotta polare sott'acqua. Trent'anni dopo la sua idea sarà confermata dall'impresa del sottomarino statunitense Nautilus.
Il libro, di agile lettura, ci ripropone anche quegli scenari ad altissimo rischio dove comandanti come Borghese, Brunetti, Arillo insieme agli Assaltatori della Decima Mas lottavano coraggiosamente contro il nemico, ma anche contro una burocrazia che rendeva tutto più difficile.
Il libro di Bianchi su Teseo Tesei interrompe un silenzio editoriale che durava da alcuni decenni. In esso possiamo trovare una puntuale raccolta di dati, foto, documenti e testimonianze degli stessi che lo conobbero, compagni di lavoro e reduci delle missioni in esso rievocate.
Tesei fu uno spirito geniale e romantico, che aveva una grande passione per il mare, e che divenne uno degli uomini che durante la Seconda Guerra Mondiale fecero la differenza. Gianni Bianchi lo definisce un «filosofo senza scritti» e l'insegnamento che egli ci ha lasciato è proprio nelle opere e non nella letteratura. Forse se le sue sperimentazioni fossero state condotte più presto esse avrebbero potuto condizionare diversamente la guerra nel mediterraneo.
Col sacrificio della vita assurgeva, alla gloria del cosciente sacrificio e col suo animo decisamente non convenzionale, diverrà il capo carismatico di quello che passò alla storia come il glorioso reparto degli Assaltatori.