La «Filumena» di Eduardo prima che arrivasse De Sica

Filumena Marturano sancisce, nel 1946, la maturità teatrale del quarantenne Eduardo De Filippo. E sull'onda del successo della pièce, l'autore allestisce, nel 1951, una versione cinematografica. La vicenda è nota: Domenico Soriano, agiato commerciante attempato, convive con l'ex prostituta Filumena. Il ménage è sconvolto quando il maturo Ganimede si incapriccia dell'avvenente Diana. Filumena dà fuori di matto e, per rifarsi dello smacco, costringe il fedifrago Domenico a sposarla «in punto di morte» (anche se fingendo tale stato). Scoperta la trappola, Domenico s'infuria, caccia di casa Filumena. Ma questa rivela al (quasi) sposo che tra i suoi tre figli illegittimi uno è suo. Domenico briga per sapere quale dei tre, ma Filumena non rivela alcunché, producendosi nella straziante battuta: «I figli sono piezze 'e core». Trascrizione attenta e ben interpretata - dallo stesso Eduardo e dalla sorella Titina - questa versione filmica della pièce costituisce un segno significativo della grande arte dei De Filippo. Nel 1964, De Sica realizzerà Matrimonio all'italiana, liberamente tratto da Filumena e interpretato da Mastroianni e Loren in stato di grazia.

FILUMENA MARTURANO - Fratelli Fabbri editore; euro 4,95.