Come finì da Hitler quel quadro di Cranach?

Forzando un po’, si potrebbe titolare «Il mistero del Cranach nazista». Non lo faremo, ma i fatti, da soli, sono già una «forzatura». Eccoli.
Nella galleria personale di Adolf Hitler, come testimonia una fotografia scattata nella casa del Führer subito dopo la caduta del Terzo Reich e conservata negli archivi della Biblioteca del Congresso, a Washington, figurava anche il Cupido che si lamenta con Venere, opera di Lucas Cranach il Vecchio (1472-1553), da oltre 40 anni nella collezione della National Gallery britannica. La rivelazione viene da una storica dell’arte ed è accreditata dall’opinione degli esperti dello stesso museo. La National Gallery, indagando, ha anche scoperto chi portò via il quadro da Berlino.
Ma il mistero non finisce qui. Imbeccata da Birgit Schwartz, la storica dell’arte che ha scoperto le foto a Washington, la National Gallery è andata alla ricerca di informazioni supplementari rispetto a quelle che possedeva: ovvero la data dell’acquisto del Cranach (1963), il venditore (un mercante di New York) e il modo in cui questi ne era entrato in possesso (gli era stato venduto dagli eredi di un tedesco che lo acquistò all’asta nel 1909). Dov’è stato il Cupido che si lamenta con Venere dopo il 1909? La National Gallery ha lanciato un appello: chiunque ne sappia qualcosa, si faccia vivo.
Dal 1909 al 1963, sono due le certezze: la foto scattata nella residenza di Hitler e una testimonianza raccolta dai curatori del museo britannico: un parente di Patricia Lochwell Hartwell, reporter di guerra, afferma che fu la donna a portare via l’opera da Berlino. Il quadro - valore virtuale stimato in milioni di euro - sarebbe finito in un magazzino e la Hartwell, scomparsa dieci anni fa, chiese e ottenne l’autorizzazione del comando americano. Ma come è arrivato a Hitler, e poi al mercante che lo vendette alla National Gallery?