«La finale dell’Isola? Ho guardato Romanzo criminale»

RomaNella prima scena del film, mentre opera al viso una signora agée, l’uomo scandisce rassicurante: «La pelle è la nostra prima barriera, ha la capacità di assorbire qualsiasi cosa». Lui è Carlo, dermatologo di successo, ricco, fascinoso e trentenne, padre di un’amabile bambina che sta per compiere un anno. Sembra tranquillo, risolto, felice. Invece vive come in una bolla di dolore da quando la moglie morì, dando alla luce Sofia. Esce venerdì Solo un padre di Luca Lucini, commedia agrodolce sulla conoscenza di sé che reinventa in chiave torinese il romanzo di Nick Earls Le avventure semiserie di un ragazzo padre.
La sorpresa si chiama Luca Argentero, classe 1978, da Moncalieri, laurea in Economia e Commercio, cugino di Simona Ventura e già concorrente al Grande Fratello 2003 nonché interprete di Carabinieri 4, 5 e 6. Sembrava un bello un po’ insipido, come tanti lanciati dalla tv, invece sta rivelandosi un interprete fine e misurato, capace di muoversi con intelligenza nei contesti più diversi. Qualche titolo? A casa nostra di Francesca Comencini, Saturno contro di Ferzan Ozpetek, Lezioni di cioccolato di Claudio Cupellini, gli inediti Diverso da chi? di Umberto Carteni e Il grande sogno di Michele Placido. E appunto Solo un padre, dove dà corpo a quel medico della pelle incapace di curare quanto arde sottopelle. Solo l’incontro con Camille, ricercatrice francese che si occupa di «mappatura del cervello», (è Diane Fleri), l’aiuterà ad elaborare il lutto, uscendone migliore.
Dice: «Il percorso di Carlo è interessante. Vive uno stallo emotivo curioso, la sua capacità di amare dipende dalla capacità di soffrire. Ero spaventato di fronte a questo ruolo delicato e assoluto. Lucini mi ha bastonato all’inizio, sottoponendomi a provini complessi. Ma poi, sul set, tutto è filato liscio». Nel sottofinale Argentero cesella una confessione in famiglia sul tema dell’amore (degli inganni d’amore) che quasi strappa l’applauso. Niente male per uno che viene dal Grande Fratello. «In realtà, mai subito l’ombra di un pregiudizio», confessa. «Ho lavorato con il meglio del cinema italiano, da Favino alla Golino, da Accorsi a Zingaretti, dappertutto ho trovato amicizia, slanci di aiuto». Riconosce tuttavia che è stato Ozpetek «a firmare la grazia, a rimuovere qualche dubbio rispetto alle mie potenzialità», offrendogli la parte del gay che in Saturno contro muore all'improvviso. Omosessuale, lui che è stabilmente fidanzato da cinque anni con l’attrice Myriam Catania, sarà anche in Diverso da chi?, dove è un docente universitario, nonché presidente della locale sezione Arci-Gay, che si ritrova a sfidare per il centrosinistra un agguerrito esponente della Lega per la carica di sindaco in una cittadina del Nordest. Racconta: «Abbiamo girato a Trieste, ma è un Nordest indefinito. Per colpa di primarie farlocche, il Pd è costretto a candidare Piero, ma non si fida, così gli mette accanto, durante la campagna elettorale, una donna moderata e centrista, cioè Claudia Gerini, e saranno sorprese per tutti».
Naturale chiedergli di Vladimir Luxuria, uscita vittoriosa da L’Isola dei famosi. Risponde, pesando le parole: «Non ho visto la finale, ero sintonizzato su Sky, per Romanzo criminale. Mi piace Luxuria, è in grado di affrontare discorsi di un certo tipo, e di sostenerli con gusto della dialettica. E tuttavia mi faceva un po’ impressione pensare a un ex parlamentare in quel contesto. Forse solo in Italia e in pochi altri posti al mondo può succedere». Già.