La finale del Festival

I voti alla serata finale: Caroline Rice, Jovanotti, Larenti e Vincet Cassel secondo Massimo Bertarelli

Caroline Rice: 7
«Questa fagottata di roba» lo disse già Totò in un antico «Studio Uno», davanti alla conduttrice del programma, guarda caso, una giovanissima Mina. La battuta, in un certo senso galante, è stata riesumata ieri da Bonolis con la monumentale danzatrice Caroline Rice, che aveva aperto la serata. Ogni epoca ha il Principe che si merita.

Jovanotti: 4
Ma cosa c’entra Jovanotti? Ieri in un collegamento con gli italoamericani NewYork, ha voluto dire la sua. «Sono qui a New York, mi mancate, perché in fondo seguire la settimana di Sanremo è sempre divertente. So che questa edizione è molto bella, il livello musicale mi hanno detto che è alto». Insomma lui il Festival non l’ha visto. E allora taci.

Luca Laurenti: 5
«Sì, me la canto e me la suono». Luca Laurenti è entrato in scena alle dieci meno sette per interpretare un brano di cui è lui stesso l’autore: «Sogni d’oro». «Stringi l’orsacchiotto, è il tuo papà», dice a un certo punto. Sembrava di sentire, mezzo secolo dopo, Giorgio Consolini intonare «Tutte le mamme». Per carità, torni a fare il vice Sinatra.

Vincent Cassel: 9
«Fammi un cenno con gli occhi, se una domanda non ti va». Così Bonolis ha rassicurato il super ospite francese Vincent Cassel. «Prima ci avete preso Mona Lisa, poi tu ci hai portato via Monica». Un girotondo di battute rintuzzate dal divo con sorprendente umorismo. Fino alla replica della testata di Zidane a Materazzi. Vuoi vedere che anche Laurenti poteva conquistare la Bellucci?