Finale da western per il Toro infuriato

TorinoLa gazzarra va in scena appena Saccani fischia la fine di Toro-Genoa: partita vinta dai liguri con un gol nel finale del solito Milito, partita che avvicina ancor più i granata alla serie B. Saccani fischia, Thiago Motta si gira verso la panchina del Toro e si porta il dito indice al naso: zitti. Apriti cielo: Diana si precipita in campo e va a caccia del brasiliano, con il quale però non entra in contatto. La vergogna comincia subito dopo: in mezzo al campo volano cazzotti come nemmeno in un western. Secondo Urbano Cairo, presidente del Toro, «è stato Olivera a dare un pugno a Colombo, da lì è nato tutto». Poi Pisano è andato giù pesante con lo stesso Olivera, Calderoni ha preso a calci Rubinho (dopo che lo stesso si era contraddistinto per un placcaggio stile rugby nei confronti di un granata a lui vicino), Ogbonna ha messo in scena una mossa da karateka e avanti di questo passo. Con Massimo Ienca, segretario generale del Toro, che un po' cercava di placare i suoi e un po' menava fendenti anche lui, dopo avere già ripetutamente insultato la panchina genoana in seguito al gol del Principe. Thiago Motta, intanto, si godeva lo spettacolo con l'aria del bravo bimbo innocente: beato lui, davvero. E beati anche gli steward, inadeguati al punto che sul terreno di gioco arrivavano anche una decina di «bravi ragazzi» delle due curve.
Il Toro ne esce a pezzi, è chiaro: al di là del ko sul campo, andrà a Roma domenica prossima con mezza squadra e il morale sotto i tacchi, anche se l'inguaribile ottimista Cairo continua a dirsi fiducioso: «Il Genoa ha fatto il suo dovere, semmai è da Ufficio inchieste la frase della presidente del Bologna, Menarini». Secondo la quale Chievo e Bologna «non si sono pestati i piedi». «Mi aspetto che il Catania, prossimo avversario dei felsinei, giochi dando tutto - ha proseguito Cairo -. Io non mi rassegno ancora». Camolese lancia frecciate: «Mi farò dare la cassetta della partita di Verona e poi esprimerò il mio giudizio. Intanto faccio i complimenti a quei fenomeni che hanno parlato di una nostra vittoria fasulla a Napoli e che si aspettavano un nostro facile successo contro il Genoa».
Gasperini allarga le braccia: «Non vedo perché non avremmo dovuto giocarcela: fino a due minuti dalla fine la Fiorentina stava perdendo e avremmo potuto lottare per il quarto posto. Senza presunzione, dico al Toro che potrebbe imparare dal Genoa: tre anni fa eravamo ancora in serie C, oggi siamo in Europa».