Finalmente, ecco la Fondazione Genoa

Giovanni Porcella

La Fondazione Genoa non ha più misteri: d’altronde la trasparenza è uno dei capisaldi di questa importante novità rossoblù. Il presidente Enrico Preziosi insieme agli avvocati D’Angelo e Carbone ha presentato, di fronte ad una platea di giornalisti e alcuni tifosi storici, questo progetto ambizioso e unico nel panorama calcistico italiano con una premessa di sicuro impatto: «Non è giusto che una tifoseria paghi gli errori di gestione di una dirigenza, non è giusto che una società ci rimetta per qualcosa di imponderabile. È necessario tutelare certi patrimoni come è il Genoa. Anzi, prima o poi questo binomio Genoa-sfiga deve proprio finire. È per questo che da giugno siamo al lavoro per preparare qualcosa di immovativo».
La Fondazione si poggia sostanzialmente sul 25 per cento delle quote della società fornite dallo stesso Preziosi che, oltre a questo, gli dona anche una somma di denaro, (probabile un milione di euro, ma la cifra esatta non è ancora stata decisa) per fronteggiare le esigenze dell’avviamento del progetto. L’azionista di maggioranza ha anche annunciato di voler ripianare le eventuali perdite della fondazione per i prossimi dieci anni di capitalizzare il Genoa per la quota corrispondente alla partecipazione di questo 25 per cento: «In una società per azioni anche la minoranza non solo partecipa agli utili, ma concorre ai deficit. In questo caso ci penserò io. Così faciliterò l’entrata di soggetti nella fondazione». L’uditorio apprezza.
Ma c’è di più: la Fondazione avrà diritto di prelazione, a parità di condizioni, in caso di vendita delle azioni della società da parte dell’azionista di maggioranza. Per il resto via libera a tifosi, club, aziende, privati cittadini e i tanto auspicati enti territoriali locali oltre agli abbonati che con il 7 per cento di spesa in più sul costo delle tessere potranno fa parte del progetto. Tutti possono entrare nella fondazione. Il Genoa spalanca le porte alla regione e alla città, ovviamente di parte rossoblù. Preziosi terrà il 74,9 per cento del Grifone, l’Aspag continuerà ad esistere con lo 0,1 per cento e quel 25 per cento a disposizione vale una cifra più o meno certa, come ha annunciato lo stesso presidente: «Non è carino parlare di cifre in questo momento ma, con tutto quello che è accaduto e ho speso vale in tutto dieci milioni di euro». Le somme complessive del valore del Genoa vengono da sé anche se Preziosi ripete chissà quante volte che il suo non è un disimpegno e che «la Fondazione non è un cavallo di Troia per acquistare il Genoa», fino a giurare amore eterno: «Cari tifosi, io non vi lascerò mai».
Sui poteri della fondazione è stato chiaro l’avvocato D’Angelo: «Ha diritto di designare un membro del collegio sindacale e ha la possibilità di esprimere uno o più rappresentanti nel consiglio di amministrazione». In totale gli organi della Fondazione sono tre: il consiglio di reggenza, per il quale Preziosi ha già nominato Carbone e D’Angelo, il collegio dei revisori e il consiglio d’indirizzo i cui membri verranno eletti dall’azionista di riferimento, dagli enti territoriali, dagli abbonati sostenitori e dai sottoscrittori. Così il club più antico d’Italia fa parlare di sé non solo per quanto avvenuto in estate, ma per aver delineato una via nuova certamente praticabile per un movimento calcistico che ha bisogno di idee e capitali freschi e veri. Non solo a Genova. Ma Preziosi pensa al calcio giocato e anche se non vuol sentire parlare di derby con lo Spezia: «Quello avranno dovuto giocarlo in A, ma ce lo hanno scippato» bacchetta il suo collega Ruggeri: «Si è lamentato degli arbitraggi mettendo sale su questa sfida, ma a noi non ha mai regalato niente nessuno». E poi una battuta anche alle indiscrezioni secondo cui il Palazzo del Calcio potrebbe ripescare Genoa e Napoli direttamente in serie A se dovessero essere promosse in B: «Non sarebbe un ripescaggio, ma un parziale risarcimento a quanto ci hanno fatto in questi mesi».
Intanto da palazzo di giustizia ci sono conferme a quanto già pubblicato da il Giornale in merito al verdetto sulla partita col Venezia che sarebbe stato scritto in anticipo. Insomma tra i file esaminati uno sarebbe stato aperto tre giorni prima del previsto e si è fatto ricorso alla consulenza dell Microsoft per andare a fondo nella vicenda.