Finalmente oggi si gioca Il cardinale Bagnasco: «Sia messaggio di pace»

Stadio pieno, agonismo, sfide incrociate e 700 uomini tra agenti e steward a vigilare

Finalmente si gioca. Genoa e Sampdoria arrivano a questo derby, sì dopo una settimana di passione infarcita di punzecchiature a distanza da parte di dirigenti e giocatori e invece da dichiarazioni soft dei due mister Mazzarri e Gasperini nella conferenza congiunta, ma anche da risultati esaltanti collezionati in questo 2008. «Il derby deve essere messaggio di pace- ha detto il cardinale Angelo Bagnasco - Importante, infatti, è che lo sport unifichi».
Rossoblù e blucerchiati se il campionato fosse iniziato a gennaio avrebbero 10 punti a testa, tre vittorie, un pareggio e una sconfitta per entrambi, e sarebbero al quarto posto di classifica dietro e pure di poco, a Milan, Inter e Roma. Numeri che fanno pensare ad un match aperto e magari spettacolare. Per questo tutti si sentono di poterlo vincere e nessuno si dice disposto a firmare per un pareggio come ci fu all’andata tra sbadigli collettivi. Il presidente blucerchiato Garrone per il prestigio e per un piccolo record di nessuna sconfitta con i cugini, mentre il patron del Genoa Preziosi punta molto sull’orgoglio dopo che tre anni fa con la retrocessione in C sembrava tutto finito. Ed invece quell’estate drammatica, per il club più vecchio d’Italia, sembra ora lontana anni luce visto la strada che ha fatto la società da quel momento. Vincere per lui avrebbe un sapore particolare come per tutta la Nord, eppure per tutta la settimana la parola d’ordine nei confronti della squadra è stata «serenita».
Dalle parole ai fatti con un Ferraris che accoglierà 33.000 spettatori su cui vigileranno 400 agenti e 350 stewart per evitare disordini come quelli dell’andata. Oltre due terzi del pubblico sarà genoano per sfruttare il fattore campo visto che a giocare in casa sono i rossoblù. Al Genoa Store praticamente tutto esaurito, mentre al Samp Point restavano ieri nel tardo pomeriggio ancora un migliaio di tagliandi di gabbia sud. E la sensazione sentendo anche le parole dei protagonisti è che il contorno sia davvero importante sebbene le coreografie siano bandite a parte qualche iniziativa che si vedrà qua e là. Non a caso giovedì scorso circa duemila tifosi del Grifo erano andati a Pegli a sostenere Rossi e compagni che dopo quel bagno di folla si sono trincerati dietro ai cancelli chiusi. Prevale infatti non solo la concentrazione ma anche la pretattica e c’è grande incertezza sulla formazione che deciderà di impiegare Gasperini che potrebbe presentare sorprese, compresa la marcatura a uomo su Cassano. Juric o Konko sono pronti. Se da una parte c’è Cassano le fish rossoblù sono lanciate su Borriello che è molto motivato dopo la convocazione in azzurro e per un passato blucerchiato amaro. La sfida è anche questa ma Leon, Di Vaio e lo stesso Figueroa su sponda Genoa non vogliono rassegnarsi al ruolo di damigelle d’onore dietro al bomber e leader riconosciuto. La formazione è piena di interrogativi ma uno perlomeno è stato cancellato un po’ a sorpresa visto il recupero inatteso di Milanetto. Il centrocampista è stato convocato. Gasperini potrebbe disegnare così la squadra: Rubinho in porta difesa con Konko, Bovo (De Rosa in alternativa) e Criscito, a centrocampo Rossi, Juric, Paro, Milanetto e Danilo mentre in attacco la coppia Leon-Borriello è pronta a dar fastidio ad una difesa blucerchiata che a Marassi pare inespugnabile e poco importa se da calendario Campagnaro e colleghi giocano in trasferta. Arbitrerà Rizzoli di Bologna. Per Collina è una garanzia e la Genova nel pallone si fida.