Finalmente si (ri)scopre Eugenio Corti: è candidato al Nobel

La proposta durante un convegno dedicato allo scrittore lombardo, 89 anni. La sua opera giudicata di «altissimo valore letterario», a partire dal capolavoro «Il cavallo rosso». E il presidente della Commissione Cultura del comune di Milano lo propone Senatore a vita

Eugenio Corti è meritevole del Premio Nobel per la Letteratura e della carica di senatore a vita. Le due proposte avanzate in favore dello scrittore brianzolo, 89 anni, sono state formulate nel corso del convegno in onore di Eugenio Corti organizzato a Milano, in Palazzo Reale, dall'associazione culturale «Testimoni della Storia», con la collaborazione della casa editrice Ares. Il convegno ha affrontato l'opera letteraria dello scrittote a partire dal romanzo-capolavoro «Il cavallo rosso» (giunto alla 25/a edizione e tradotto in tutto il mondo) che è stata esaminata in ogni risvolto e giudicata meritevole di riconoscimenti al massimo livello. Eugenio Corti, nato nel 1921 e reduce della campagna di Russia, ha dedicato la sua vita alla scrittura e si è imposto per l'alto valore letterario dei suoi romanzi storici come pure delle sue opere di saggistica («I più non ritornano», «Gli ultimi soldati del Re», «Processo e morte di Stalin», «La terra dell'indio», «Il fumo nel tempio», «L'isola del Paradiso», «Catone l'antico»).
Basti pensare che «Il cavallo rosso», un volume di oltre 1200 pagine, gli costò undici anni di lavoro», come ha ricordato il suo editore, Cesare Cavalleri, direttore dell'Ares.
Due le proposte avanzate nel corso del convegno. La professoressa Rossana Mondoni, docente di Lettere e vicedirettore dei «Testimoni della Storia», ha giudicato Corti meritevole addirittura del Nobel per la Letteratura. A sua volta, il consigliere comunale di Milano e presidente della Commissione consiliare Cultura, Michele Mardegan, ha detto che Corti merita la nomina a senatore a vita.
Tutti i relatori, in primo luogo la sua biografa Paola Scaglione, hanno concordato nel ritenere Eugenio Corti sottovalutato dalla critica letteraria «ufficiale» in quanto ha sempre cercato di essere estremamente fedele alla verità, al punto da essere diventato «scomodo» ed evitato dai «grandi» editori anche per la sua impostazione cattolica. Particolarmente toccante la testimonianza che Corti (impossibilitato a presenziare al convegno causa problemi di salute) ha fornito grazie ad un filmato realizzato da Attilio Mina e Gian Carlo De Angeli.