Finalmente siamo nervosi e cattivi

Ormai è certo. Questa banda di scugnizzi globali targati Slovacchia, Uruguay, Argentina, persino Montecchio Maggiore (profondo Nord vicentino) fa sul serio. «Beata gioventù», avrà pensato lo zio Favalli vedendoli assaltare, chioma al vento, il suo pericolante fortino. Ai tempi mitici di Gullit contro Careca e Van Basten contro Maradona, cioè «il meglio contro il meglio», Lavezzi&Co. portavano, più che i calzoni corti, i pannolini. E adesso quasi rischiano (ancora, nonostante l’ingenerosa sconfitta) di vincere il campionato. Stavo proprio per augurarglielo, a secondo tempo inoltrato, quando, in 10 contro 11 e di fronte a un Milan eccitato dall’aria di primo posto, tenevano botta molto ma molto bene. Anzi, a dire la verità, stavo per augurarlo sia a loro, sia ai putei di Udine (a loro volta cileni, svizzeri, sloveni...), naturalmente pensando al Professorino e ai suoi disordinati allievi. Invece. Invece mi piace pensare che Kakà abbia fallito di proposito il «non rigore» concessogli. E mi piace anche attribuire alla Lepre la paternità del gol, più che per il bel traversone messo in porta da Denis, per l’esultanza gattusiana. E mi piace lo spirito operaio di una squadra che, se proseguirà su questa strada, passin passetto andrà lontano.

PS Il cavalier De Laurentiis, visibilmente stizzito, parla di Milan «nervoso e cattivo». È un film già visto. E un bellissimo complimento.