«Finalmente la verità Ma io sto pensando già al Genoa futuro»

(...) La serenità gli deriva dal fatto che «il tempo è galantuomo», l'amarezza dal fatto che «mesi e mesi di fango non si possono cancellare in poche ore». Per una volta la tradizionale conferenza stampa di Gian Piero Gasperini del venerdì è sostituita da quella del presidente. Che parla a ruota libera.
Sul processo: «Non riesco ancora a gioire anche se la sentenza della Cassazione è un grosso segnale perché dice che da parte nostra non c'è mai stato dolo. Non ho vendette, né sussulti di orgoglio o rivalsa, ma non posso dimenticare quello che è successo. Cinque anni fa ero più indagato di Provenzano. Contro di me c'è stato un dispiegamento di forze investigative incomprensibile per una partita di calcio. Ero seguito e pedinato ovunque. Un manicomio del genere non si era mai visto. E io non ho attitudine a far male a nessuno». Sul trattamento ricevuto dai media: «Dopo tutto quello che abbiamo subito, anche oggi (ieri per chi legge, ndr) non c'è stato un solo giornalista in Italia che mi abbia chiamato, contrariamente al fatto che quando ero indagato mi telefonavano tutti, esprimendomi una finta solidarietà o sorrisi di convenienza. Oggi nessuna radio e nessuna televisione ha avuto l'accortezza e l'intelligenza di darmi un po' di spazio, dopo che a suo tempo ero stato coperto di fango». Sulla categoria: «Sarebbe stato carino ricevere la telefonata di qualche presidente, forse avevano altro da fare. È proprio vero che la solidarietà arriva solo dagli amici che ti conoscono e ti amano per quello che sei o dai tuoi tifosi. Mi basta questo». Sulla Federcalcio che non è più parte civile nel processo: «Non mi interessa avere un mese in più o in meno di squalifica. Piuttosto un giorno mi piacerebbe tornare a lavorare in Lega».
Sulla squadra: «Ho parlato ai ragazzi, ricordando loro che quest'anno abbiamo ottenuto risultati importanti in condizioni molto difficili e in più avevamo l'Europa League. Battendo il Bologna potremo scalare una o due posizioni in classifica. Non cambierei mai il nostro organico con quello di Napoli, Palermo e Fiorentina. Abbiamo il diritto-dovere di essere tra quelle sei, sette squadre che lottano per un piazzamento europeo. Negli ultimi mesi abbiamo recuperato otto punti al Napoli e tantissimi al Parma. Nel calcio bisogna crederci. Non avremo Acquafresca (lesione ai flessori della coscia, dicono gli esami, ndr) per quindici giorni, ma c'è Suazo. È andato via Biava, ma abbiamo Sokratis e stiamo recuperando Kharja. Fino a ieri non avevamo fissato nessun premio per le coppe europee. Lo faremo adesso perché sappiamo di poterci provare. La squadra mi è sembrata possibilista e consapevole. Se andrà male, resteremo comunque nella parte sinistra della classifica».
Su Gian Piero Gasperini: «Ho pranzato col mister e abbiamo parlato di futuro. Marzo è un mese fondamentale per programmare, ora che non abbiamo più ansie di classifica è importante farlo. Bonucci? Sono contento che sia stato preconvocato in Nazionale. Criscito e Palladino? Non voglio dare alibi ai nostri giocatori. Solo a fine aprile ci siederemo a un tavolo con la Juventus. I nostri calciatori piacciono molto, ma noi non siamo un supermercato a cui tutti possono attingere. Discuteremo di tutto con tutti».