Il «Financial Times» licenzia Prodi: se ne vada

da Roma

Per il bene dell’Italia, il governo Prodi deve dimettersi. L’auspicio, la previsione, il desiderio, non vengono da un esponente del centrodestra. Ma dal Financial Times. In un’analisi-commento affidato a Wolfgang Münchau, il quotidiano della City non va tanto per il leggero: «Romano Prodi non è probabilmente l’uomo giusto per questo lavoro». E «per questo lavoro» Ft intende rilanciare la crescita attraverso riforme strutturali.
Per queste ragioni, il Financial Times suggerisce una «grande coalizione» fra centrodestra e centrosinistra «limitata a uno o due anni» con un programma ben preciso, tutto concentrato sulle riforme: del settore pubblico, a partire dal sistema scolastico; sulla riforma delle pensioni; su ulteriori liberalizzazioni; sul risanamento della finanza pubblica. In questo governo non dovrebbero entrare né Prodi né Berlusconi, né qualche altro ex presidente del Consiglio.
È probabile che questo scenario sia irrealistico - scrive Ft - ma uno scenario alternativo sarebbe ancora peggiore: in 10-15 anni il declino economico sarebbe irrecuperabile. Forse sarebbe il caso che l’Italia inizi ad ascoltare Mr. Draghi».
E Münchau ricorda messaggi inviati dal governatore della Banca d’Italia: prelievo fiscale troppo elevato, scarso coraggio nei tagli alla spesa, riforma delle pensioni, intromissione della politica nel sistema bancario. Messaggi che - secondo Ft - Prodi non può raccogliere. Per tre ragioni.
La prima. «Prodi guida una coalizione arcobaleno di sinistra con una striminzita maggioranza al Senato». Tale, cioè, da non consentire al governo di adottare le riforme strutturali segnalate da Draghi.
La seconda ragione è conseguente: «Prodi probabilmente non è l’uomo giusto».
La terza ragione individuata dal Financial Times per chiedere la fine di questo governo riguarda il ruolo di Tommaso Padoa-Schioppa. «È un ex membro del board della Banca centrale europea, un valente economista, ma non è un politico». Con la conseguenza che il suo potere politico è «completamente dipendente da Mr. Prodi per non fare nulla».
Vista la situazione, una possibile soluzione politica «vista da sinistra» potrebbe essere - azzarda Ft - il nome di Walter Veltroni. «Ma questo non risolverebbe il problema della ristretta maggioranza della coalizione arcobaleno al Senato». Münchau ritiene che il problema dell’impossibilità ad agganciare le riforme da parte dell’Italia non dipende esclusivamente dalla riforma elettorale. «I problemi dell’Italia non sono politici, sono tecnici». Da qui, la proposta di una “grande coalizione” per superare l’impasse di Prodi.