La Finanza chiude la clinica vip: "Contro le rughe farmaci a rischio"

Agli arresti domiciliari il titolare e il direttore sanitario del centro di via Bianca Maria: iniettato botox scaduto e senza autorizzazioni

Il medico, o sedicente tale, ha un problema. «Mi serve una documentazione scientifica che attesti l’uso esterno del prodotto, la composizione chimica e l’autorizzazione a commercializzarlo nella Comunità europea». Dall’altro capo del telefono - intercettato - il fornitore francese risponde picche. «No, non esiste». Ovvero, niente autorizzazioni, né indicazioni per quell’uso del botulino. Solo, farmaci pericolosi. Da usare in ospedale, sotto controllo di professionisti, e per infiltrazioni. Ed è un problema, è vero, ma solo dopo le prime ispezioni della Guardia di finanza. Fino ad allora - secondo gli inquirenti - Elio Oldrini, titolare dell’«Istituto Mesoterapico» di viale Bianca Maria, ne ha fatto a meno. Così, nel centro estetico, usava «Botox» e «Dysport» mai autorizzati dall’Agenzia italiana del farmaco. O, peggio, riciclando confezioni già aperte, scadute e conservate nell’umido di una cantina o al caldo di un appartamento.
Ieri, il blitz delle Fiamme gialle. Su ordine del gip Micaela Curami hanno sequestrato i locali dell’Istituto, e notificato quattro ordinanze di custodia cautelare: a Oldrini e al direttore sanitario Matteo Andreoli (ai domiciliari), e a due «factotum» del centro estetico per i quali è stato disposto l’obbligo di firma. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alle detenzione, commercializzazione e somministrazione di farmaci guasti, e - per Oldrini - di esercizio abusivo della professione medica. In altre parole, il chirurgo non aveva alcuna laurea in medicina.
Ma, all’insaputa dei rischi che potevano correre, erano in molti a frequentare viale Bianca Maria. Perché i costi erano più contenuti che altrove (dai 300 ai 500 euro a seduta, contro gli 850 chiesti altrove), e perché Oldrini si era fatto la fama dello specialista. Una fama costruita anche grazie ai clienti vip - moda, tv e gossip - che si affidavano alle sue cure. Un successo professionale che aveva portato Oldrini a uscire dai confini milanesi, e operare anche a Roma - in uno studio o direttamente negli alberghi di lusso - e in Sicilia.
Così - scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare - gestiva la compravendita dei farmaci e l’importazione clandestina, provvedeva «in prima persona alla somministrazione, in assenza della necessaria abilitazione ed eludendo le più elementari norme igieniche». Senza troppi scrupoli. È il 19 aprile di anno fa. La «Procytech», una farmaceutica francese, invia una nota ai clienti. «Richiamo di tutti i prodotti», per «non conformità nel processo di fabbricazione» e «alla regolamentazione dei prodotti di salute». In altri termini, il materiale è «a rischio». Lo stesso, con ogni probabilità, che ha causato gonfiori e problemi respiratori (in alcuni casi con tanto di ricovero) a non pochi pazienti. Di quei prodotti, le Fiamme gialle trovano le confezioni al «Mesoterapico». Un problema, non per il medico dei vip. «Va be’ - sdrammatizza -, sono prodotti che vanno benissimo, non è mai successo niente». E se qualcosa succede, c’è il rimedio. «Sono più gonfia da una parte che dall’altra», lamenta una donna. «Non preoccuparti - risponde -, quando arrivi a casa prendi il tuo bel Reparil», così passa. O «a me - dice un collega a Oldrini - è capitato per sbaglio di aver fatto il doppio della concentrazione». «Fa niente, - risponde il “professionista” - non se ne accorge neanche».