La Finanza sbanca il gioco d’azzardo

Francesca Nacini

Addio grandi e illegali puntate fuori dai casinò in ben sedici regioni. Il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Genova, infatti, ha portato a termine ieri una complessa operazione, denominata «Las Vegas», contro l’utilizzo di slot machine non conformi alla legge.
L’azione di servizio, partita dal capoluogo ligure, ha toccato tutto il territorio nazionale con 85 denunce e il sequestro di un migliaio di videopoker, per un valore complessivo che supera i sei milioni di euro. Si tratta dell’ennesimo e - assicurano le Fiamme Gialle - non ultimo colpo inflitto dal Comando provinciale a questo mercato che è molto redditizio, è in continua evoluzione e supera spesso in velocità i provvedimenti di repressione del legislatore.
Il sistema smantellato aveva il suo cuore in Emilia Romagna dove uno scaltro produttore-noleggiatore, avvalendosi di false attestazioni di idoneità, aveva ottenuto i nulla osta necessari alla distribuzione delle macchinette, emessi generalmente dai Monopoli di Stato (che sono risultati comunque estranei alla vicenda). Le slot machine illegali erano così finite nei locali pubblici di numerose regioni italiane, permettendo giocate più adatte ai casinò che ai bar di provincia, in quanto ampiamente superiori ai massimali previsti per legge.
Tra i denunciati oltre che costruttori, assemblatori e noleggiatori anche numerosi esercenti di bar, ristoranti e circoli ricreativi, giudicati consapevoli di quanto accadeva nei loro locali; tra le slot-machine sequestrate anche i quattro «congegni-prototipo» che l’astuto produttore aveva depositato presso i Monopoli di Stato insieme alla false certificazioni di conformità.
La Guardia di Finanza si dice sicura che un’operazione di così ampio respiro abbia colpito al cuore il sistema nazionale del gioco d’azzardo, responsabile della disperazione di migliaia di persone e di tragedie la cui memoria è ancora molto viva: come ampiamente e a più riprese sottolineato dalle Fiamme Gialle, infatti, le scommesse illegali sono una vera piaga che crea crescente allarme sociale e colpisce fasce sempre più ampie di cittadini.
Per giocarsi il patrimonio o provare il brivido del gioco pesante d’ora in poi molti dovranno, dunque, tornare ai casinò di vecchia tradizione dove è legalmente possibile mandare il fumo anni di lavoro e dove, per i Monopoli di Stato, si è tutti autorizzati ad inseguire quel melodioso tintinnio di gettoni d’oro tante volte visto nei film, per diventare ricchi con un solo e semplice gesto della mano. Non è solo un’inutile e rischiosa illusione, ma un desiderio più diffuso di quello che sembra, in chi, dimenticando la lezione di Dostoevskij, sogna di vincere una montagna di denaro, magari alla lotteria, come il caro e vecchio Fantozzi di qualche decennio fa.