Finanziamenti a Chinatown nel mirino della Procura

Inchiesta sulla gestione di 580mila euro versati dal Comune a un’associazione per l’integrazione

(...) «MISS CHINA»
Nata nel 2004 su iniziativa della psicologa Emanuela Troisi, Alkeos ha avviato corsi di lingue per cinesi, rapporti con le Asl per le donne dagli occhi a mandorla e altre iniziative sociali per l’integrazione. Come la memorabile finale del concorso «Miss China in Italy», presso la discoteca Rolling Stones e il giornalino in doppia lingua con articoli dai titoli eloquenti. Indimenticabile quello sulla salute, «Le allergie alimentari: un problema sempre più diffuso», quello sullo zodiaco, «Toro e Bufalo (segno zodiacale cinese, ndr) con chi “Sì” e con chi “No”...». Per non dimenticare la pagina su «Come è nato l’acquedotto di Milano», vicenda che evidentemente appassiona i più della comunità dagli occhi a mandorla.
Ora la Procura con il procedimento n. 53115/06 vuol verificare se le somme siano state spese con oculatezza. Oppure se le erogazioni rappresentano un abuso da parte di chi ha avallato l’erogazione dei denari pubblici. Così dopo un avvio in sordina dell’inchiesta, partita l’anno scorso, la Pradella ha interrogato la Troisi che difende la bontà dell’iniziativa e proprio in questi giorni sta decidendo se proseguire con ulteriori verifiche, magari convocando alcuni politici della maggioranza, o chiudere il procedimento con gli elementi raccolti. Insomma, un’indagine allo stato contro ignoti il cui destino rimane completamente aperto.
MICHETTE E CENTRI COMMERCIALI
La Pradella si è anche soffermata sulla figura della Troisi. Che, bisogna dire, intesse rapporti che vanno ben oltre il volontariato dell’associazione. Infatti due mesi dopo aver dato vita ad Alkeos nel settembre 2004, la psicologa fonda con una pattuglia di amici la società «Milan - China logistic centre srl» (Mclc) con sede a Trezzano. La società punta a realizzare un centro di distribuzione per i grossisti cinesi fuori Milano. Un business alettante che attrae in molti. Oltre alla Troisi con il 16,66%, vi sono altri cinque importanti soci. Il primo 25% è infatti in mano a un commerciante-politico, ovvero il vice sindaco di Trezzano sul Naviglio, Giovanni Bernardinello: uomo della Margherita e panificatore di via Sarpi, a Milano. Un altro 25% va al potente imprenditore cinese Hsi Sun Tsi, titolare, tra l’altro, del ristorante «La Muraglia» di piazza Oberdan, di alcune immobiliari a Segrate e dell’Uniontrade di Peschiera Borromeo.
LACCHIARELLA ULTIMA SPIAGGIA
Passa qualche mese dalla fondazione della Mclc e nella primavera del 2005 il polo logistico (che prevedeva un hotel e un parcheggio sotterraneo) incomincia a venir disegnato con idee e progetti. Bernardinello contatta riservatamente il comitato dei cittadini di Vivisarpi che da anni si battono per la riqualificazione della zona. Cerca alleanze. Gli arriva quella di Stefano Di Martino, all’epoca capogruppo di An, legatissimo alla Troisi e anche amico, prima di una furibonda rottura finita sui giornali, di un altro socio della Mclc, ovvero quel Luigi Starace, che attualmente vive in Brasile e in quel periodo uomo ombra dell’allora presidente del Consiglio comunale di Milano, Vincenzo Giudice, di Forza Italia.
Di Martino in consiglio di zona 8 annuncia che da lì a poco mostrerà persino il plastico con il progetto. Il 6 febbraio del 2006 viene presentato al Politecnico. Mclc con i suoi soci politici potrebbe diventare la piattaforma finanziaria per realizzare la cittadella commerciale. Per affari da decine di milioni di euro. Nulla di illegale, certo. Ma è quantomeno singolare la commistione tra politici, imprenditori e professionisti nell’azionariato della Milan-Chine.
Ma l’ipotesi Sesto San Giovanni, giorno dopo giorno sfuma. Il sindaco di Sesto San Giovanni teme che i cittadini gli si rivoltino contro. E ritorna il tam tam su nuove aree. Chi ne indica una a Cologno. Chi un’altra a San Donato. Sull’affare si affacciano così immobiliaristi ma anche faccendieri dall’aria poco raccomandabile. Alcuni millantano amicizie potenti con ministri e sottosegretari. Il Monopoli è solo all’inizio. L’affare lecito, lecitissimo, è troppo ghiotto per veder qualcuno tirarsi indietro.
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