Finanziamenti, occhio sempre al «Taeg»

I tassi sono scesi ma ottenere un prestito, per comprare l’auto, ristrutturare la casa, o pagare una spesa imprevista, è diventato più difficile. È questo, in sostanza, il paradosso che descrive la situazione attuale del credito al consumo. La Banca centrale europea con due tagli in meno di due mesi ha portato i tassi d’interesse ufficiali ai minimi storici: il 2 per cento. L’Euribor, il tasso al quale le banche si prestano gli euro l’un l’altra, è tornato ai livelli dell’aprile 2004 (il 2,039% per la scadenza tre mesi) e anche l’Irs, il tasso che viene preso come riferimento dalle banche per i finanziamenti a tasso fisso è ai minimi: sulla durata di cinque anni siamo al 3,04%. Questi ribassi hanno però avvantaggiato solo moderatamente i consumatori. Un mese fa i tassi migliori erano poco sopra il 7,5% annuo, ora siamo poco sopra il 7,30%, con molte finanziarie e banche che i tassi non li hanno ritoccati del tutto. Colpa del cosiddetto credit crunch, la crisi del credito, e del deterioramento del quadro economico, che fa tenere stretti i cordoni della borsa a chi deve prestare il denaro.
E non solo i tassi sono scesi poco, una conseguenza della crisi è che si sono anche inasprite le regole in base alle quali vengono concessi: banche e finanziarie insomma chiedono più garanzie. Il risultato è che mentre la massa delle richieste da parte delle famiglie è cresciuta, l’erogazione da parte degli intermediari è diminuita. «Nel terzo trimestre del 2008 si è verificato un calo attorno al 20% dei prestiti erogati e per il primo trimestre di quest’anno mi aspetto un dato all’incirca della stessa entità», dice Sergio Merisio, presidente di Capital Money, gruppo partecipato da Ubi Banca, attivo nell’intermediazione creditizia (320 milioni intermediati l’anno scorso). Per spiegare come si sia deteriorato il quadro economico e come sia aumentato il rischio d’insolvenza da parte dei richiedenti, Merisio cita un dato relativo alla sua società: «Normalmente - dice - da noi il numero di prestiti concessi su 100 domande presentate era attorno a 45. Ora siamo a 18. È peggiorata la situazione finanziaria e patrimoniale delle famiglie e sono sempre meno coloro che hanno le caratteristiche giuste per ottenere un prestito».
Ma veniamo alla convenienza delle diverse offerte. Va premesso che per scegliere il tasso più conveniente l’indicatore da tenere d’occhio è il cosiddetto Taeg, il tasso annuo effettivo globale. È un valore che chi eroga prestiti deve comunicare per legge e che riassume il costo complessivo del finanziamento. Include, infatti, il tasso d’interesse annuo nominale, ma anche le diverse spese che il cliente deve sostenere per ottenere il finanziamento (per esempio quelle d’istruttoria e di incasso rate).
Per un confronto omogeneo il Giornale ha preso come riferimento un ipotetico prestito da 10mila euro, concesso a un lavoratore dipendente, rimborsabile in 60 rate mensili. Il prestito migliore è risultato quello di Credi Agile, società che fa capo al gruppo bancario spagnolo Santander: ha un tasso effettivo del 7,33%, corrispondente a una rata mensile di 198,44 euro. Il secondo miglior prestito è quello che offre la Agos, finanziaria che fa capo al gruppo bancario francese Crédit Agricole: il tasso è pari al 7,52%, per una rata mensile di 199,31 euro. Al terzo posto il finanziamento di Findomestic, del gruppo bancario francese Bnp Paribas: il tasso è del 7,74%, per una rata mensile da 200,26 euro.
Vediamo i finanziamento concessi dalle grandi banche. L’offerta migliore risulta essere quella del gruppo Unicredit, con un tasso del 10,84% e una rata mensile da 211,98 euro. Seguono Intesa Sanpaolo, con il 10,99% di tasso e una rata di 212,05 euro e il Banco Popolare, con un tasso del 10,6% ma una rata che, comprensiva dell’assicurazione obbligatoria, arriva a 224 euro al mese.