Finanziaria da 10 miliardi: 4,6 di tagli

La manovra 2008 sarà di poco meno di 10 miliardi di euro. Sei miliardi arriverano dalle entrate e 4,6 miliardi dai tagli alle spese. Braccio di ferro per un miliardo e mezzo ancora da "assegnare"

Roma - La Finanziaria che il Governo varerà venerdì avrà un impatto tra "10-11 miliardi". Questa la cifra sulla quale - da quanto si apprende - si starebbe però ancora trattando. Di questa cifra la parte che arriverebbe dai tagli sarebbe intorno ai 5 miliardi. Il decreto che accompagnerà la manovra avrebbe invece un impatto complessivo di 8 miliardi. Ma - spiegano fonti ben informate - un miliardo degli 8 è "ancora in ballo" e il suo destino dipende da come andrà stasera il vertice di maggioranza. Nel decreto sarebbe contenuto anche il finanziamento a Fs (2,9 miliardi) e Anas (600 milioni) che sono indicati nel Dpef.

Prodi: "Restituzione sociale" La Finanziaria 2008 sarà di "restituzione sociale". È quanto ha detto il premier Romano Prodi alle parti sociali nell’incontro a palazzo Chigi. Prodi, secondo quanto riferiscono fonti presenti alla riunione, ha sottolineato che tra le priorità del Governo ci sono "supporto alla crescita e sostegno alle categorie deboli".

"Niente nuove tasse" La pressione fiscale "non aumenterà l’anno prossimo". Lo ha garantito il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Il ministro ha precisato che il decreto che accompagnerà la manovra prevede spese per infrastrutture e investimenti. Poi ha aggiunto che "la pressione fiscale è aumentata l’anno scorso e quest’anno"

Due miliardi per interventi fiscali Le risorse disponibili saranno destinate a interventi fiscali per circa 2 miliardi di euro. Per la casa la spesa prevista è di circa un miliardo. Altri 2,4 miliardi dovrebbero essere impiegati per il pubblico impiego (2,2 miliardi per contratti già stipulati). Per Welfare e lavoro stanziati circa 2 miliardi (il protocollo sul welfare, sottoscritto da governo e sindacati il 23 luglio, entrerà in un collegato alla finanziaria). Restano ancora a disposizione circa 1,5 miliardi di euro.

Divergenze ancora da appianare Il dettaglio delle misure si chiarirà meglio in serata, quando la maggioranza si riunirà per appianare divergenze e distanze. La manovra è stata il "piatto principale" di una colazione di lavoro tra il premier Romano Prodi e il ministro dell’Economia, cui hanno partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, il viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco, e il Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio.

La sinistra dell'Unione promette battaglia Buone notizie continuano ad arrivare dal fronte delle entrate: secondo quanto reso noto dal ministero dell’Economia, a settembre si è registrato un aumento del 17,9% su base annua. Ma non fila tutto liscio per la maggioranza. La sinistra dell’Unione, infatti, rivendica la necessità di un segnale forte. "Una buona manovra deve risolvere le questioni sociali del Paese, altrimenti di problemi ce ne sono", afferma il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, che si dice convinto della necessità di una redistribuzione del reddito anche attraverso la tassazione delle rendite finanziarie. "Ci sono tutte le condizioni affinchè la Finanziaria e la legge di bilancio possano rappresentare un fatto positivo per il paese dando un segnale forte verso l’equità, la riduzione del debito, le politiche per l’applicazione dell’accordo di Kyoto", gli fa eco il viceministro dell’Economia, Paolo Cento. "Tassazione delle rendite e maggiore chiarezza sulle risorse realmente disponibili", chiede il capogruppo alla Camera di Rifondazione comunista, Gennaro Migliore.

Stop alle vecchie tv La prossima finanziaria conterrà una norma per favorire la diffusione dei televisori digitali, destinati a sostituire quelli analogici. Lo ha annunciato il ministro Gentiloni spiegando che si tratta di una proposta del ministero da inserire nella finanziaria 2008. Da sola, ha detto, non risolverà tutti i problemi del digitale, tuttavia nel giro di 5-6 anni le tv principali delle case degli italiani saranno digitali. Andranno intanto risolti i problemi del settore, puntando su più strade.