Finanziaria, aiuti per studenti e famiglie

Berlusconi promette misure sui libri di testo. Rendite finanziarie, An insiste: vanno tassate

da Roma

Nella prossima Finanziaria si vorrebbe introdurre «la possibilità che le famiglie non debbano spendere per i libri di testo». Mentre il confronto interno al governo entra nel vivo, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi parla della prossima manovra, anticipa una delle possibili misure a favore di studenti e famiglie e attacca l’atteggiamento del centrosinistra. Per reperire risorse, ha detto il premier, si farà ricorso a «forti iniziative» che consentiranno di combattere l’evasione e in ogni caso il governo farà il possibile, perché «la coperta è quella che è e non si può tirare da una parte e dall’altra. Facciamo quel che si può. Cercheremo di ridurre le spese inutili dello Stato, cercheremo di ridurre quanto costa ai cittadini. Non ho sentito una sola proposta dalla sinistra che sia stata nuova o degna di essere presa in considerazione. Sono arrivate solo proposte banali, fumose, generiche».
Intanto nella maggioranza e dentro l’esecutivo rimangono idee diverse su come modulare i tagli e anche sulla destinazione delle risorse per gli investimenti. Per trovare un punto di equilibrio - ha annunciato il ministro del Welfare Roberto Maroni - si terrà presto un vertice di maggioranza. La prossima settimana il governo incontrerà anche le parti sociali per illustrare i contenuti del disegno di legge che deve essere approvato dal Consiglio dei ministri entro la fine del mese.
Le distanze nel governo rimangono ampie soprattutto per quanto riguarda le rendite finanziarie. Alleanza nazionale - per bocca del ministro dell’Agricoltura Gianni Alemanno e del responsabile fisco Maurizio Leo, e l’Udc - con il ministro alla Funzione pubblica Mario Baccini - hanno ribadito il loro sì. Anche perché - ha spiegato Alemanno - senza un aumento delle aliquote sugli investimenti, «gli obiettivi principali della finanziaria sono difficili da raggiungere».
Sempre sul fronte delle entrate il ministro Maroni ha chiesto che la lotta all’evasione non si basi sulla revisione dei parametri e della composizione degli studi di settore. Il suo ministero farà la sua parte attivando Inps e Inail contro l’evasione contributiva delle comunità cinesi che operano in Italia.
Tutti d’accordo sul fatto che per rilanciare l’economia si debba puntare su una riduzione del costo del lavoro che non si limiti solo agli sgravi Irap. Ma se per il ministro di An «sarebbe opportuno spostare la defiscalizzazione dal capitolo Irap a quello del costo del lavoro, visto che un taglio dell’Irap ha effetti prevalentemente nel Nord mentre un intervento più generale porta benefici in tutto il Paese», per il leghista Maroni la riduzione del costo del lavoro potrà essere inserito «solo in aggiunta» al taglio dell’imposta regionale sulle attività produttive. A spingere per ridurre il costo del lavoro è soprattutto Confindustria, il cui presidente Luca Cordero di Montezemolo ieri ha chiesto più investimenti per il turismo.
Il punto di maggior attrito nel governo rimane quello delle risorse per la Sanità. Il ministro Francesco Storace è preoccupato dalle voci di tagli. La proposta di An è che il compito di controllare la spesa passi dal dicastero di via XX settembre al ministero della Salute. Ad allarmare i sindacati è invece la notizia di un emendamento, presentato dall’azzurro Luigi Grillo che punta ad esternalizzare alcune funzioni ora svolte dall’Anas.