Finanziaria, allarme sul bonus poveri

Nuovo contrasto tra Ragioneria dello Stato e Padoa-Schioppa sulla copertura: mancano 200 milioni. E lunedì l'Ue accuserà il ministro di aver dilapidato i "tesoretti"

Roma - Tappato al Senato il «buco» di copertura dell’emendamento alla finanziaria che abolisce il ticket sulla diagnostica, per il governo si apre alla Camera la «falla» (sempre di copertura) degli incapienti. Con un nuovo braccio di ferro tra Padoa-Schioppa e Ragioneria generale dello Stato. E lunedì all’Ecofin il ministro verrà nuovamente messo sul banco degli imputati dai colleghi europei e dal presidente della Banca centrale di Francoforte. L’accusa è quella di sperperare «tesoretti» per finanziare spesa corrente e di aver allentato con il ddl sul welfare la riforma previdenziale.

Incapienti Si tratta dei contribuenti con redditi al di sotto i 50mila euro. Il governo aveva previsto per costoro, con il decreto legge agganciato alla finanziaria, un bonus una tantum da 150 euro, da erogare entro al fine dell’anno; costo dell’operazione sui conti 2007, 1,9 miliardi di euro. Il Senato, su proposta di Fernando Rossi (fuoriuscito dal Pdci), ha portato il bonus a 300 euro. Con un maggior onere a carico dello Stato (e non coperto) di altri 1,9 miliardi di euro. Fin dall’inizio il governo ha detto che la Camera avrebbe modificato la norma, cancellando l’emendamento Rossi. Ora, però, arriva l’ipotesi di erogare in due tranche il gettone: una entro dicembre, un’altra entro giugno 2008. Con un costo che salirebbe dal 1,9 miliardo (coperto) a 2,1 miliardi: con una «scopertura» di 200 milioni ancora da individuare. E qui s’innesta il braccio di ferro ministero dell’Economia-Rgs (che resta sempre un dipartimento del ministero). Secondo i tecnici di Padoa-Schioppa, l’intervento interessa 7 milioni di contribuenti. Secondo la Ragioneria 12,6 milioni.

«Non accetto che il bonus torni a 150 euro», commenta Rossi. «Tanto da qui devono passare, li aspetto al Senato». Se la Camere modifica il testo ricevuto dal Senato, il decreto deve tornare a Palazzo Madama per l’approvazione definitiva, attesa entro il 29 novembre. E’ quindi probabile che il governo per accelerare i tempi (Montecitorio dovrebbe licenziare il testo verso il 14-15 novembre) chieda al Senato il voto di fiducia, che Rossi non voterebbe.
Ecofin. Oggi la Commissione europea annuncerà che il deficit italiano per il 2008 non sarà pari al 2,2% del Pil, come previsto dal governo; ma salirà al 2,3%, come quello di quest’anno. Implicitamente, quindi, segnalerà all’Ecofin previsto per lunedì e martedì prossimi che l’Italia non rispetta il Patto di stabilità, che prevede una correzione del deficit strutturale dello 0,5% all’anno: come ricordato proprio ieri dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. Martedì, poi, sempre l’Ecofin chiederà agli Stati membri di rafforzare gli interventi di correzione e di non utilizzare l’extragettito per finanziare spesa corrente; esattamente come ha fatto Padoa-Schioppa con l’uso dei tesoretti. E inviterà a introdurre riforme previdenziali volte a un innalzamento rapido dell’età.

Finanziaria Al Senato viene approvato un emendamento che esenta dal pagamento del canone Rai chi ha più di 75 anni e un reddito inferiore ai 516 euro al mese. Ma anche il ripristino dell’indennità del 30% tagliata dalla finanziaria dello scorso anno. E il forfettone fiscale per le microimprese e le nuove aliquote per le società; che finirà per far pagare 2 miliardi in più di tasse alle piccole e medie imprese: prevede Mario Baldassarri (An).

Ici Vincenzo Visco resta contrario agli sgravi Ici sulla prima casa. E polemizza con Leonardo Dominici, sindaco di Firenze e presidente dell’Anci, che chiede di «chiarire» il meccanismo di agevolazioni ici: insomma, i Comuni non vogliono perdere gettito. «Su questo tema - precisa Visco - abbiamo collaborato dall’inizio alla fine».