Finanziaria: anche i Cub contro Prodi

«La finanziaria liberista varata dal governo, con il consenso di Cgil, Cisl e Uil non dà alcuna risposta positiva ai problemi di lavoratori, pensionati e precari, anzi. Un motivo in più per partecipare allo sciopero generale del 17 novembre».
Parola di Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale Cub, Confederazione unitaria di base, che ieri ha confermato l’astensione dal lavoro dei suo associati. Tiboni ha anche denunciato le gravi pecche della manovra fiscale targata Padoa-Schioppa.
«Affermare - ha spiegato Tiboni - che questa Finanziaria porti a una redistribuzione del reddito a favore dei ceti più deboli è un falso. A piangere, infatti, saranno ancora i ceti popolari. Inoltre la questione dello scippo del Tfr è una vicenda davvero incredibile. Il Tfr è una retribuzione differita del lavoratore e in questo modo gli si nega il diritto di decidere la destinazione dei suoi soldi».
Per Tiboni «se proprio si deve sacrificare qualcosa allora tagliamo le spese militari che ammontano a 40 miliardi di euro o utilizziamo le ingenti riserve della Banca d'Italia che ammontano a 60 miliardi di euro per ridurre il debito pubblico».
Con lo sciopero, i Cub chiederà un aumento consistente delle retribuzioni a partire dal rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego, dei trasporti e della sanità privata, l’abolizione del pacchetto Treu e della legge 30 per un lavoro stabile e tutelato per tutti, l’abolizione del silenzio assenso per il trasferimento del Tfr ai fondi pensione e nessun trasferimento forzoso all'Inps.