Con la Finanziaria in arrivo per le famiglie un miliardo di euro

Tagli alle spese degli enti locali Tremonti: dobbiamo scegliere tra Irap e riduzione dei contributi. I sindacati delusi dalla manovra

Antonio Signorini

da Roma

Niente più sgravi Irap, che potrebbero essere sostituiti da un alleggerimento del «cuneo contributivo» con l'obiettivo di ridurre il costo del lavoro; più di un miliardo di euro destinati alle famiglie e altri tre miliardi per la competitività. A poche ore dal Consiglio dei ministri che approverà il disegno di legge e nel bel mezzo di una giornata fitta di incontri tra governo, partiti di maggioranza, enti locali e parti sociali, prende forma la finanziaria di Giulio Tremonti. Che sarà molto diversa da quella del predecessore Siniscalco.
Contributi meno cari. Innanzitutto, la bozza del ministro dell'Economia ha perso uno dei capisaldi delle precedenti versioni: il taglio dell'imposta regionale per le attività produttive. Una novità ispirata - come ha spiegato il premier Silvio Berlusconi - direttamente da Confindustria che preferirebbe «una riduzione degli oneri contributivi». All'incontro di ieri i rappresentanti di Viale dell'Astronomia hanno in realtà sospeso il giudizio. «Aspettiamo che il governo precisi le sue proposte», ha detto il presidente Luca Cordero di Montezemolo. L'ammmontare del taglio contributivo corrisponde a quello che era previsto per l'Irap; due miliardi. Ma la decisione finale - ha spiegato Tremonti - ancora non è stato presa. L'Irap potrebbe rispuntare nel testo che domani andrà al Consiglio dei ministri.
Un miliardo alle famiglie. Lo schema di finanziaria non dice molto sui dettagli delle coperture e delle misure. Ma appare chiaro l'intento di fare sforzi maggiori per famiglie e imprese. Per questi due capitoli Tremonti ha riservato in tutto quattro miliardi. Tolti i due di taglio agli oneri contributivi, rimangono altri due miliardi. E più della metà andranno a favore delle famiglie, assicura il senatore Udc Ivo Tarolli che, pur sospendendo il giudizio, giudica la bozza un passo in avanti. Nel dettaglio, sarebbe confermato il secondo aumento delle pensoni da 516 euro a 600 euro, anche se al ministero dell'Economia i tecnici stanno ancora calcolando i costi. Altre misure pro-famiglia potrebbero consistere in deduzioni e detrazioni per i figli a carico.
Per il deficit 11,5 miliardi. La bozza prevede anche tre miliardi di euro da destinare a misure per realizzare gli obiettivi dell'agenda di Lisbona per la competitività. Altri quattro miliardi sono le spese «incomprimibili» come quelle per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Confermata l'entità della manovra vera e propria, cioè la quantità di denaro necessaria a riportare il rapporto deficit-Pil al 3,6 per cento nel 2006. L'impegno con l'Ue è stato confermato da Tremonti e la correzione del deficit sarà pari a 11,5 miliardi di euro e, per il 2007, di 14 miliardi circa. Mancando i particolari è ancora difficile definire l'entità complessiva che per il momento resta a 22,5 miliardi di euro, anche se il premier non ha escluso che, alla fine, si arrivi a una cifra vicina ai 25 miliardi.
Spesa sociale salva. Una delle partite più complicate si conferma quella con le autonomie locali. La cura anti-sprechi si è tradotta in un taglio alla spesa corrente di regioni, province e comuni del 6,7 per cento. Dal giro di vite sono escluse le spese per gli investimenti, per la sanità (che, come ha confermato il ministro Francesco Storace, non sarà penalizzata a nessun livello) e quelle per il Welfare. Per il resto regioni ed enti locali dovranno fare economie, anche perché i trasferimenti saranno tagliati di tre miliardi di euro. «Usciamo dall'incontro con molta preoccupazione», ha commentato il presidente dell'Anci Leonardo Domenici. Delusi anche i sindacati: «Capisco il momento, ma ci aspettavamo di più», ha detto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. «Ci sono solo i titoli, impossibile una valutazione di merito», ha aggiunto il leader della Cisl Savino Pezzotta.
Le coperture. Nello schema di finanziaria ritornano anche le misure una tantum. Quattro miliardi di euro che andranno a coprire investimenti in infrastrutture e ricerca. Non c'è, per il momento, l'intervento sui capital gain sponsorizzato da Alleanza nazionale e definito «un grave errore» dal ministro dell'Economia. Il grosso delle entrate sarà garantito dai tagli alla spesa tendenziale. Poi dalla lotta all'evasione che si potrà avvalere anche della annunciata costituzione di «Riscossione spa». Ma ieri sono spuntate anche misure particolari. Come un vecchio cavallo di battaglia di Tremonti: la possibilità di destinare il 5 per mille al volontariato.